Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca Francavilla Fontana

Delitto di Paolo Stasi: il presunto killer ammette le sue colpe ma nega la premeditazione

Il 18enne L.B., interrogato in carcere, fornisce per la prima volta la sua versione dei fatti davanti agli inquirenti. Il suo avvocato: "E’ un momento per lui catartico, per trovare almeno un bagliore di luce”

FRANCAVILLA FONTANA – Ha ammesso il delitto, ma non la premeditazione. Il 18enne L.B. (indichiamo solo le generalità, in quanto minorenne all’epoca dei fatti) ha parlato davanti agli inquirenti, parlando delle proprie responsabilità nell’omicidio di Paolo Stasi, il 19enne che la sera del 9 novembre 2022 è stato ucciso davanti alla porta di ingresso della sua abitazione in via Occhi Bianchi, a Francavilla Fontana. 

L.B., accusato del reato del delitto in concorso con un altro ragazzo di Francavilla Fontana, il 21enne C.C., oggi pomeriggio (lunedì 2 ottobre) è stato ascoltato dagli inquirenti presso il carcere di Brindisi. Al suo fianco c’era l’avvocato Maurizio Campanino. In occasione dei due interrogatori di garanzia che si erano svolti lo scorso maggio, uno davanti al gip del tribunale di Brindisi, per dei reati in materia di droga commessi da adulto, l’altro davanti al gip del tribunale dei minori di Lecce, il 18enne, assistito da un altro legale, si era avvalso della facoltà di non rispondere. 

L'intercettazione sul presunto tentativo di ostacolare le indagini

Oggi L.B. ha raccontato per la prima volta la sua versione dei fatti. "Ha chiarito - dichiara l'avvocato Campanino a BrindisiReport - la sua posizione. Ha chiarito elementi utili non solo alle indagini ma soprattutto a ricostruire una vicenda giudiziaria abbastanza complicata". L.B. ha escluso la pianificazione. "Non ha mai  - dichiara il legale a proposito del suo assistito - pianificato nulla. La sua è stata una reazione emotiva ad un’azione inaspettata".

L’indagato avrebbe fornito dei chiarimenti anche sul movente, riconducibile al contesto dello spaccio di sostanze stupefacenti. "Da luglio a oggi - dichiara ancora l'avvocato Campanino - abbiamo fatto un percorso. Ricordiamoci sempre che L.B. non è un criminale né tantomeno ha una inclinazione criminogena. Rimane pur sempre all’epoca dei fatti minorenne e quindi come tale con tutte le garanzie che un minore deve e dovrebbe avere. In questo lasso di tempo ha avuto la possibilità di somatizzare ma soprattutto elaborare e rielaborare quello che è successo. E’ un momento per lui catartico, per trovare almeno un bagliore di luce”. 

Dopo l'interrogatorio odierno, la Procura potrà chiedere il giudizio immediato. In quella sede vi sarà la possibilità di aderire a riti alternativi e lì la difesa potrà anche valutare l'ipotesi dell'abbreviato. 

Il movente

Da quanto accertato dai carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Brindisi, coordinati dalla Procura di Brindisi, in sinergia con la Procura dei minori di Lecce, Paolo Stasi avrebbe custodito la droga (perlopiù marijuana) in casa per conto di O.B.. Nell’ambito di questo rapporto il 19enne avrebbe accumulato con L.B. un debito per una somma complessiva pari a circa 5mila euro. E’ lo stesso indagato a parlare del movente nel corso di una conversazione con C.C., intercettata dagli investigatori.

Il delitto

Secondo l’accusa, L.B. sarebbe arrivato nei pressi dell’abitazione di Paolo Stasi a bordo di una Fiat Grande Punto con i vetri e il lunotto posteriori oscurati, condotta da C.C. Il 18enne, seduto sul sedile posteriore, alle ore 17.31 del 9 novembre sarebbe sceso dalla vettura, parcheggiata all’altezza dell’incrocio con via Di Vagno, e dopo aver percorso poche decine di metri sarebbe arrivato davanti casa di Paolo Stasi, uccidendolo con due colpi di pistola di piccolo calibro (di cui L.B. ha ammesso di essersi disfatto), uno dei quali, quello fatale, in pieno petto. 

Inchiesta parallela

Pochi giorni dopo, L.B. diventò maggiorenne. In un filone parallelo dell’inchiesta sono coinvolte anche le rispettive fidanzate di L.B. e C.C., accusate, in concorso con gli stessi, solo di alcuni episodi di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 


 

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