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Cronaca

Omicidio Tanzariello, conclusioni e sentenza previste per il 2 dicembre

BRINDISI – Udienza molto veloce per l’omicidio preterintenzionale del quale è accusato Antonio Prudentino, 30 anni, ostunese. Prudentino è imputato di avere ammazzato con un pugno al volto Giacinto Tanzariello, 60 anni, ostunese pure lui. Il gup Valerio Fragassi, dopo avere sentito un teste di scarso rilievo, ha aggiornato al 2 dicembre per la discussione e la sentenza.

BRINDISI - Udienza molto veloce per l'omicidio preterintenzionale del quale è accusato Antonio Prudentino, 30 anni, ostunese. Prudentino è imputato di avere ammazzato con un pugno al volto Giacinto Tanzariello, 60 anni, ostunese pure lui. Il gup Valerio Fragassi, dopo avere sentito un teste di scarso rilievo, ha aggiornato al 2 dicembre per la discussione e la sentenza.

Nella precedente udienza (a giugno scorso) era stato ascoltato il perito d'ufficio, è slittata in ottobre per interrogare un teste che oggi non si è presentato. Una volta ascoltato il teste, ci sarà la discussione e il giudice Valerio Fracassi emetterà la sentenza. L'imputato, difeso dall'avvocato Gianvito Lillo. Ha infatti chiesto il rito abbreviato.

Il perito che aveva effettuato gli esami sul cadavere del sessantenne riferì di avere riscontrato sul volto di Tanzariello una sola ecchimosi, compatibile con il pugno che Antonio Prudentino ha sempre ammesso di avere sferrato. Non vi erano altre ecchimosi nemmeno sul retro del cadavere. Mentre un lato della testa presentava varie fratture compatibili con l'impatto sul terrazzino. Tanzariello pesava una novantina di chili e dopo il pugno in faccia era caduto con una certa violenza.

Lo stesso Antonio Prudentino il giorno dopo il ricovero in ospedale di Tanzariello, accompagnato dal suo avvocato si presentò ai carabinieri e raccontò la sua versione dei fatti. "Abbiamo litigato sul terrazzino confinante delle nostre case a Villanova - disse -. Non volevo colpirlo. Ho reagito quando mi è venuto incontro perché ho pensato che mi volesse spingere all'indietro". Fu denunciato a piede libero per lesioni gravi. Dopo qualche giorno Tanzariello morì e l'accusa cambiò in omicidio volontario.

Nel corso delle indagini fu accertato che il litigio era avvenuto perché Tanzariello attribuiva ad una donna molto vicina ad Antonio Prudentino il deterioramento del rapporto di una delle due figlie con il marito. Quella domenica i due si incontrarono a Villanova, sul terrazzo comune (è una palazzina che ospita tre appartamentini). La discussione si animò e finì tragicamente. I parenti di Tanzariello si sono costituiti parti civili con gli avvocati Cosimo Deleonardis, Mario Laveneziana e Fabrizio Manganelli.

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