Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

“Omicidio Tedesco: intercettazioni nuove scagionano gli imputati”

I difensori di Coffa, Polito e Romano chiedono l'acquisizione di dialoghi in ambientale nel processo in Appello: le conversazioni registrate dal 13 novembre al 21 dicembre 2014 da cimici nascoste nel salotto di parenti, sono confluite nel processo sulla rapina all'Ipercoop. I tre brindisini sono stati condannati all'ergastolo in abbreviato

BRINDISI – Di fronte alla condanna all’ergastolo per l’omicidio di Cosimo Tedesco, i difensori degli imputati Francesco Coffa, Alessandro Polito e Andrea Romano hanno chiesto in Appello l’acquisizione di “nuove” intercettazioni ambientali disposte subito dopo l’omicidio avvenuto la mattina del primo novembre 2014, in un condominio di piazza Raffaello a Brindisi.

omicidio tedesco bis-2

Conversazioni "nuove" nel senso di non considerate come elementi di prova sino ad ora, perché non transitate nel processo di primo grado, chiuso in abbreviato con sentenza pronunciata il 22 luglio 2016. Quel giorno ci fu agitazione in aula. Secondo i penalisti quei dialogati registrati da una cimice sarebbero prova della non colpevolezza dei tre rispetto all’accusa di aver concorso nel delitto, determinato da futili motivi. Le conversazioni a cui fanno riferimento i difensori sono quelle “ascoltate” nel salotto dell’abitazione di uno dei parenti degli imputati, dove si incontrarono diversi familiari nel periodo compreso tra il 13 novembre al 21 dicembre 2014,  alcune delle quali sono state già ritenute “fonte di prova” dalla Procura di Brindisi nel processo sulla rapina nella gioielleria Follie d’Oro dell’Ipercoop avvenuta il 3 dicembre 2014. Per questa vicenda c’è stata sentenza in abbreviato per quattro brindisini arrestati su ordinanza di custodia: sei anni e sei mesi per Angelo Sinisi, Antonio Di Lena e Francesco Colaci, quattro anni e otto mesi per Cristian Ferrari.

Secondo i difensori, ritenendo di essere in un posto sicuro, a casa propria, i familiari degli imputati poi arrestati e condannati per l’omicidio Tedesco, peraltro parenti tra loro, parlarono anche della sparatoria, di quello che successe la sera precedente e in particolare del diverbio tra adulti nel corso della festa per bambini, ritenuto dalla Procura e dal gup movente del fatto di sangue. Era il compleanno di una bambina, nipote della vittima, la festa si svolse la sera di fine ottobre in un locale del rione Bozzano. Poco prima del taglio della torta, una bimba di tre anni, figlia di un’amica della madre della festeggiata, si avvicinò a un neonato di appena dieci giorni che stava dormendo nel passeggino per toccarlo. Ci fu un battibecco tra adulti. I genitori della bambina andarono via. Poi una girandola di telefonate sino al mattino successivo, quando Cosimo Tedesco raggiunse Romano nell’abitazione di quest’ultimo. Di lì a poco la tragedia che, nella ricostruzione dei difensori nessuno voleva, sostengono gli avvocati degli imputati.

Rapina gioielleria Ipercoop Follie d'oro-2

Mai immaginando di essere intercettati, le famiglie finirono per parlare della festa, della lite e delle chiamate reciproche e nei giorni a seguire anche della rapina all’Ipercoop, svelando i nomi dei partecipanti all’assalto consumato con fucile e mazze da baseball, in piena mattinata. Le conversazioni sulla rapina sono state ritenute autentiche e come tali sono state considerate in sede di giudizio. Allo stesso modo, evidenziando la genuinità e dunque la veridicità delle stesse, i difensori di Coffa, Polito e Romano ne chiedono l’acquisizione nel processo sull’omicidio Tedesco.  La richiesta è il perno dei motivi d’appello depositati dagli avvocati Agnese Guida e Massimo Murra nell’interesse di Coffa, per il quale è stata invocata l’assoluzione per non aver commesso il fatto. In questo caso è stato messo in evidenza che il ragazzo la sera precedente non fosse neppure a Brindisi, ma a Cellino San Marco con amici, i cui nomi sono stati indicati ai fini dell’ascolto e che quella mattina arrivò in piazza Raffaello attorno alle 11-11,30 dopo la sparatoria e che salì perché aveva sentito colpi di pistola e urla. La conclusione, secondo i penalisti, non può che essere una e cioè che Coffa sia incappato disgraziatamente nella vicenda, senza avere alcuna responsabilità.

Appello con richiesta di assoluzione è stata depositata per Polito dagli avvocati Cinzia Cavallo e Giuseppe Corleto, anche con riferimento all’uso di una sola arma, ossia una Beretta calibro 9, in uso a Romano, e non già di più pistole. Quelle stesse trascrizioni sarebbero determinanti anche per chiarire la posizione processuale di quest’ultimo, per il quale i difensori Ladislao Massari e Cinzia Cavallo hanno appellato la sentenza del gup chiedendo la derubricazione del reato, da omicidio volontario in preterintenzionale: sostengono che l’imputato quel giorno sparò, come peraltro ammesso dallo stesso brindisino, ma non c’era in alcun modo volontà di uccidere Tedesco. La tragedia, in altri termini, sarebbe avvenuta al di là della reale intenzione di Romano.

I penalisti, più esattamente, hanno dato una lettura diversa della sparatoria rispetto al contesto in cui, secondo l’accusa, è avvenuta: non sarebbe stato determinante il diverbio la sera precedente durante la festa dei bimbi, ma il fatto che quella mattina a chiedere il chiarimento sia stato lo stesso Cosimo Tedesco. Romano, in altre parole, temeva una reazione e prese la pistola che lui stesso riferì di avere a disposizione nella cappa della cucina.

Ad impugnare la sentenza in abbreviato pronunciata del giudice per l’udienza preliminare Paola Liaci, è stata anche la Procura: il pm Iolanda Daniela Chimienti, alla luce dei risultati delle indagini, sostiene che ci sia stata premeditazione e per questo ne ha chiesto la contestazione come aggravante, in aggiunta ai futili motivi riconosciuti nella sentenza di primo grado. Il figlio di Tedesco, la moglie e la madre sono parti civili, rappresentante nel processo dall'avvocato Paolantonio D'Amico. La Procura, inoltre, ha ottenuto il processo anche per un ragazzo che all’epoca aveva 18 anni, considerato il palo: sarà giudicato dal Tribunale per i minorenni di Lecce, in sede di interrogatorio chiesto dal suo difensore, Cinzia Cavallo, ha respinto ogni addebito rivendicando la propria innocenza.

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