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Cronaca

Omicidio Tedesco: fermo convalidato, Francesco Coffa resta in carcere

Il gip Maurizio Saso ha convalidato il fermo di Francesco Coffa, 33 anni, ristretto in carcere con l'accusa di concorso nell'omicidio di Cosimo Tedesco e nel tentato omicidio del figlio, Luca Tedesco. Sottoposto ieri (10 novembre) a interrogatorio, Coffa aveva fornito la propria versione dei fatti riguardo quanto accaduto la mattinata dell'1 novembre in piazza Raffaello

BRINDISI – Il gip Maurizio Saso ha convalidato il fermo di Francesco Coffa, 33 anni, ristretto in carcere con l’accusa di concorso nell’omicidio di Cosimo Tedeseco e nel tentato omicidio del figlio, Luca Tedesco. Sottoposto ieri (10 novembre) a interrogatorio, Coffa aveva fornito la propria versione dei fatti riguardo quanto accaduto la mattinata dell’1 novembre in piazza Raffaello, al rione Sant'Elia.

Sulla base di quanto ricostruito dagli investigatori, coordinati dal pm Daniela Iolanda Chimienti, Francesco Coffa avrebbe agito insieme ad Andrea Romano, 31 anni, e Alessandro Polito, 28 anni, irreperibili da giorni. Il giorno successivo al delitto, venne emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto anche nei Francesco Coffaconfronti del fratello di Francesco Coffa, Alessandro Coffa, 31 anni, poi scarcerato dal gip per assenza di gravi indizi si colpevolezza.

Si trovano in regime di domiciliari con l’accusa di favoreggiamento, invece, M.L., di 33 anni, e D.L., di 30 anni. Tutte le persone coinvolte nelle indagini risiedono al civico 22 di piazza Raffaello. E’ qui che si è consumata la sparatoria in cui Cosimo Tedesco, dipentente Monteco, ha perso la vita, e il figlio Luca, tutt’ora ricoverato all’ospedale Perrino, ha riportato gravissime ferite. Si trattò del sanguinoso epilogo di una lite per futili motivi scoppiata la sera prima, durante la festa di Halloween.

Un confronto fra mamme per una carezza con la manina sporca data da una bimba a un neonato, risvegliò vecchi rancori. Intorno alle 12, 30 di sabato 1 novembre, da quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Brindisi e del Reparto operativo, Cosimo si presentò in piazza Raffaello 22, accompagnato dal figlio, per chiarire. Ma in un pianerottolo del palazzo vennero esplosi almeno 5 colpi di pistola, presumibilmente con caricatore a tamburo: tre proiettili colpirono Cosimo, che morì in ospedale qualche ora dopo; gli altri due centrarono Luca. 

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