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Cronaca

Omicidio Tedesco: "Il minorenne non fece da palo". Assolto

Il tribunale dei minori assolve il giovane processato con l'accusa di concorso nell'omicidio perpetrato l'uno novembre 2014. Il pm aveva chiesto condanna a 18 anni

BRINDISI – Era accusato di aver fatto da palo nell’omicidio di Cosimo Tedesco. Oggi (venerdì 26 ottobre) il tribunale per i minori di Lecce lo ha assolto, a fronte di una richiesta di condanna a 18 anni di reclusione formulata dal pm. Il giovane imputato, minorenne all’epoca dei fatti, era stato rinviato a giudizio con l'accusa di concorso in omicidio. Per quel delitto, perpetrato il primo novembre 2014 in piazza Raffaello, al rione Sant’Elia, sono già stati condannati all’ergastolo, sia in primo grado che in Appello, i brindisini Andrea Romano, 29 anni; Alessandro Polito, 31, e Francesco Coffa, 34. 

Il minorenne, difeso dall’avvocato Cinzia Cavallo, ha sempre professato la sua innocenza. Dopo il rinvio a giudizio scelse il rito ordinario, ripetendo più volte che con l’omicidio non aveva nulla a che fare. “Io ero lì solo di passaggio – ha sempre sostenuto il giovane - perché abito nel portone accanto”.

Stando alla tesi sostenuta dal pm , invece, l’imputato era stato chiamato a presidiare il portone d’ingresso in cui nel giro di poco sarebbe avvenuta la tragedia, con il compito di avvisare gli altri nel caso in cui ci fossero state presenze scomode, come quelle delle forze dell’ordine.
Gli “altri” sono stati condannati al carcere a vita con sentenza emessa il 4 giugno 2018 dalla Corte d’Appello di Lecce. Il giudice per l’udienza preliminare di fronte al quale venne incardinato il processo con rito abbreviato, il 22 luglio 2016, condannò all’ergastolo gli imputati, riconoscendo l’aggravante dei futili motivi contestata dal pubblico ministero, ed escludendo invece la premeditazione.

Tanto per il tribunale, quanto per la Corte salentina, i futili motivi sono riconducibili a una lite tra adulti appartenenti a due famiglie, iniziata durante la festa di Halloween per bimbi che si svolse la sera precedente in un locale del rione Bozzano. Qui era in corso il compleanno di una bimba di tre anni e tra gli invitati c’era anche il nipotino di Tedesco. La bimba avrebbe cercato di toccare il piccolino con le mani sporche di panna o gelato. I genitori si sarebbero infastiditi e da qui ci sarebbe stato uno scontro verbale tra gli adulti delle famiglie Tedesco e Romano. Ci sarebbero state una serie di telefonate andate avanti sino al mattino successivo. Poi l’omicidio.

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