Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca San Vito dei Normanni

Omicidio Tedesco: in carcere i presunti favoreggiatori di Andrea Romano

Si aprono le porte del carcere per i due giovani che supportarono la latitanza del brindisino Andrea Romano, datosi alla macchi dopo l'omicidio di Cosimo Tedesco e il tentato omicidio del figlio Luca Tedesco, avvenuti l'1 novembre 2014 in piazza Raffaello. Si tratta di Cosimo Remitri, 24 anni, di San Vito dei Normanni, e Giuseppe Prete, 23 anni, residente a Carovigno

SAN VITO DEI NORMANNI – Si aprono le porte del carcere per i due giovani che supportarono la latitanza del brindisino Andrea Romano, datosi alla macchi dopo l’omicidio di Cosimo Tedesco e il tentato omicidio del figlio Luca Tedesco, avvenuti l’1 novembre 2014 in piazza Raffaello. Si tratta di Cosimo Remitri, 24 anni, di San Vito dei Normanni, e Giuseppe Prete, 23 anni, residente a Carovigno e domiciliato a San Vito. Entrambi sono stati REMITRI Cosimo-2raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Lecce ed eseguita stamani dai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo al comando del colonnello Alessandro  Colella.

Devono rispondere dei reati di favoreggiamento personale e ricettazione in relazione all’ipotesi di concorso esterno ad associazione mafiosa. I due, in particolare, sono accusati di aver fornito supporto logistico ed economico ad Andrea Romano, consentendogli di eludere le ricerche delle forze dell’ordine (nella foto a destra, Cosimo Remitri).

Romano venne trovato la mattina del 25 febbraio 2015 in un appartamento che era nella disponibilità di Remitri e Prete. I due, inoltre, sulla base di quanto venne accertato dagli investigatori, custodivano un’Audi A6 rubata l’uno novembre 2014 a Brindisi, di cui Romano si sarebbe servito per spostarsi durante il periodo di latitanza.

E PRETE Giuseppe-2nell’abitazione di uno dei due venne trovata anche una Beretta modello 84F calibro 9 corto, con 6 colpi nel serbatoio e matricola abrasa: la stessa pistola dalla quale, per ammissione di Romano, partirono i colpi che uccisero Cosimo Tedesco e ferirono gravemente Luca Tedesco, nel pianerottolo di una palazzina di piazza Raffaello dove si consumò il sanguinoso epilogo di una lite avvenuta il giorno precedente, durante una festa di Halloween (nella foto a sinistra, Giuseppe Prete).

Lo scorso 1 marzo, i presunti favoreggiatori di Romano vennero arrestati in regime di domiciliari. A distanza di 6 mesi, il giudice ha disposto l’inasprimento della misura cautelare. Altre due persone, oltre a Romano, sono detenute in carcere con l’accusa di aver ricoperto un ruolo nell’omicidio dell’ex netturbino: il 33enne Francesco Coffa e il 34enne Alessandro Polito, anche quest’ultimo finito in manette, lo scorso 6 aprile, dopo un periodo di latitanza.

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