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Omicidio Tedesco, disposta la perizia sul proiettile estratto tre anni dopo

Sessanta giorni per stabilire se sia stato esploso dalla pistola sequestrata ad Andrea Romano, reo confesso. Accolta la richiesta dell’avvocato della famiglia della vittima

BRINDISI – Sessanta giorni di tempo per la perizia balistica sul proiettile che per tre anni è rimasto incastrato nella zona lombare di Luca Tedesco, figlio di Cosimo Tedesco, ucciso il primo novembre 2014: i medici hanno estratto la pallottola il 29 novembre scorso, i carabinieri l’hanno posta sotto sequestro e la Corte d’Assise d’Appello di Lecce ha disposto il raffronto con la pistola che venne trovata al momento dell’arresto di Andrea Romano, imputato e condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio.

omicidio tedesco bis-2

Questa mattina, la Corte ha accolto la richiesta avanzata dall’avvocato Paoloantonio D’Amico che in giudizio rappresenta la famiglia della vittima, ritenendola passaggio necessario per stabilire quante armi furono usate quella mattina nell’appartamento di Romano, reo confesso, in carcere assieme ad altri due brindisini, Alessandro Polito e Francesco Coffa, entrambi condannati al carcere a vita dal Tribunale di Brindisi, al termine del processo con rito abbreviato.

I giudici hanno conferito incarico all’ingegnere Riccardo Ramirez. Il perito accertare se ci sia compatibilità tra il proiettile e l’arma già posta sotto sequestro, una pistola calibro 9x19, ritenuta l’arma con la quale venne ucciso Cosimo Tedesco. In tal modo sarà possibile stabilire se siano state usate altre armi e in tal caso occorrerà appurare chi le aveva. Chi era armato oltre a Romano? Romano, dal canto suo, ha ammesso di aver sparato precisando di non voler uccidere. L’unico testimone oculare ascoltato nelle settimane scorso, su richiesta dei difensori degli imputati, ha escluso che Coffa e Polito fossero armati, affermato di aver visto solo Romano con la pistola. Il teste, altri non è, se non Daniele De Leo, genero della vittima, l’unico a essere stato presente al momento della tragedia.

Il perito avrà 60 giorni di tempo per concludere gli accertamenti e depositare perizia. I tre imputati rischiano la conferma della condanna al carcere a vita con l’accusa di omicidio aggravato dai futili motivi, riconducibili a una lite tra genitori durante la festa di compleanno il compleanno di una bimba di tre anni e tra gli invitati c’era anche il nipotino di Tedesco. La bimba avrebbe cercato di toccare il piccolino con le mani sporche di panna o gelato. I genitori si sarebbero infastiditi e da qui ci sarebbe stato uno scontro verbale tra gli adulti delle famiglie Tedesco e Romano.

Anche il pubblico ministero ha impugnato la sentenza di primo grado chiedendo il riconoscimento della premeditazione, esclusa come aggravante dal gup.

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