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Operai asfissiati su barca da lavoro, appello del pm

BRINDISI – La procura di Brindisi ha presentato appello e chiede la condanna a due anni per omicidio colposo, aggravato dalla mancanza di norme di prevenzione, per l’imprenditore Alessandro De Bartolomeis, assolto in primo grado. I fatti risalgono a diversi anni fa. Due operai della Tecnimare Srl di Luca Scagliarini e De Bartolomeis, mentre lavoravano a bordo dell’imbarcazione Tecnimare 1, morirono per avere inalato una notevole quantità di idrogeno solforato. Sostanza terribilmente tossica.

BRINDISI - La procura di Brindisi ha presentato appello e chiede la condanna a due anni per omicidio colposo, aggravato dalla mancanza di norme di prevenzione, per l'imprenditore Alessandro De Bartolomeis, assolto in primo grado. I fatti risalgono a diversi anni fa. Due operai della Tecnimare Srl di Luca Scagliarini e De Bartolomeis, mentre lavoravano a bordo dell'imbarcazione Tecnimare 1, morirono per avere inalato una notevole quantità di idrogeno solforato. Sostanza terribilmente tossica.

Per Antonio Auro e Alessandro Murolo non ci fu nulla da fare. I familiari si costituirono parte civile. Scagliarini fu assolto per non avere commesso il fatto. In Appello, il 17 novembre del 2008, fu condannato. E su questo precedente conta la pubblica accusa per ottenere in secondo grado anche la condanna di De Bartolomeis. A Scagliarini infatti fu riconosciuto il reato di omicidio colposo aggravato con una condanna a due anni, pena sospesa, oltre al risarcimento dei danni. Esattamente quanto aveva chiesto la pubblica accusa nel rito abbreviato.

Anche il suo socio fu assolto in primo grado. Per De Bartolomeis però ora pende la causa in appello su impugnazione da parte del pm. Peraltro nel processo di appello di Scagliarini fu sollevata una questione di illegittimità costituzionale per quanto riguarda il ricorso presentato dall'accusa nonostante l'assoluzione dell'imputato.

Successivamente all'ordinanza di rimessione, la Corte costituzionale, con sentenza numero 26 del 2007 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 1 della legge 46 del 2006 "nella parte in cui sostituendo l'art. 593 del codice di procedura penale esclude che il pm possa appellare contro le sentenze di proscioglimento, fatta eccezione per le ipotesi previste dall'art. 603 comma 2 cpp, se la nuova prova è decisiva, e dell'art. 10, comma due, della stessa legge nella parte in cui prevede che l'appello proposto contro una sentenza di proscioglimento dal pm prima della data di entrata in vigore della medesima legge è dichiarato inammissibile".

Sempre in quella occasione la Corte costituzionale dichiarò inammissibile la parte di quella legge che escludeva che la parte civile potesse proporre appello alla sentenza di proscioglimento dell'imputato. La prima udienza è stata rinviata prima ancora di cominciare. Così come nei confronti di Scagliarini, i familiari delle vittime, attraverso l'avvocato Mario Guagliani, si sono costituiti parte civile.

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