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Cronaca Fasano

Operaio cade dal terrazzo e muore: stava lavorando in nero

FASANO - Un volo nel vuoto di 10 metri: mortale. Il corpo esanime. Apparentemente poche tracce di sangue, tali da non lasciar supporre in prima battuta cosa fosse realmente accaduto. Un infarto, la prima ipotesi. Poco credibile, nonostante tutto. E di fatti, è stato sufficiente che il medico legale, Giuliano Saltarelli, effettuasse una rapida ispezione cadaverica per fare chiarezza sulla morte di Leonardo Albanese, (59 anni, fasanese, sposato e con figli), deceduto nella tarda mattinata odierna, a causa delle ferite (fratture multiple in diverse parti del corpo) riportate a seguito della rovinosa caduta dal terrazzo di uno stabile sito in via Togliatti, a Fasano. Lavori commissionati in nero dall’amministrazione del condominio.

FASANO - Un volo nel vuoto di 10 metri: mortale. Il corpo esanime. Apparentemente poche tracce di sangue, tali da non lasciar supporre in prima battuta cosa fosse realmente accaduto. Un infarto, la prima ipotesi. Poco credibile, nonostante tutto. E di fatti, è stato sufficiente che il medico legale, Giuliano Saltarelli, effettuasse una rapida ispezione cadaverica per fare chiarezza sulla morte di Leonardo Albanese, (59 anni, fasanese, sposato e con figli), deceduto nella tarda mattinata odierna, a causa delle ferite (fratture multiple in diverse parti del corpo) riportate a seguito della rovinosa caduta dal terrazzo di uno stabile, sito in via Togliatti, a Fasano, dove pare stesse eseguendo lavori commissionati in nero dall'amministrazione del condominio.

Vano l'impegno degli operatori del Servizio 118. Quando i medici sono giunti sul posto, hanno potuto soltanto accertare che il cuore dell'operaio ormai da qualche minuto aveva cessato di battere per sempre. Morte bianca, sarà classificata. Come ogni, terribile incidente che si consuma tra le quotidiane mura della fatica. E come ogni tragedia sul lavoro, anche questa fa rabbia. Non è chiara la dinamica, oggetto di attenta valutazione da parte degli investigatori e dei periti. Una sciagura terribile e fatale. Albanese era salito sul tetto della palazzina, una costruzione alta circa 10 metri, ed era impegnato ad eseguire alcuni interventi di manutenzione sul solaio.

Stando ai primi accertamenti eseguiti da parte degli agenti del locale Comando della Polizia municipale (accorsi sul luogo dell'incidente e coordinati dal maggiore Antonio Orefice), lo sfortunato operaio avrebbe perso l'equilibrio. Per Albanese non c'è stato nulla da fare. Un schianto sul terreno del cortile tanto violento da non lasciare speranza. Questa la prima ipotesi. Una ricostruzione dei fatti non semplice e resa fastidiosamente complicata anche dal muro di silenzio che a fatica gli inquirenti hanno dovuto demolire per risalire alla dinamica della tragedia. Tra i testimoni, mezze frasi ed un sostanziale mutismo.

Giallo anche sulla presenza o meno di un altro operaio impegnato negli stessi lavori. Un giovane che avrebbe dichiarato di essersi allontanato proprio in quei frangenti per recarsi a un bar nelle vicinanze. Non avrebbe visto nulla ma udito perfettamente le urla di aiuto dell'operaio. Accanto al cadavere è stata rinvenuta anche un smerigliatrice in frantumi.

I vigili urbani, su disposizione del pubblico ministero Raffaele Casto, hanno ascoltato a lungo anche l'amministratore del condominio di via Togliatti, che per quanto si è appreso si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. Scontati i primi provvedimenti: sequestrato il terrazzo ed alcuni attrezzi da lavoro.

Gli stessi vigili, titolari dell'inchiesta, in collaborazione con il nucleo ispettorato del lavoro dei Carabinieri, nelle prossime ore vaglieranno ulteriori provvedimenti. Sarà l'autopsia, fissata per il pomeriggio di domani (ore 14) presso la Camera mortuaria del Cimitero di Fasano, a chiarire ulteriori aspetti e a fugare ogni dubbio.

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