Cronaca

Operaio morto durante la realizzazione della multisala: il figlio fra i condannati

Si è concluso con sei condanne il processo di primo grado sulla morte di un operaio di Crispiano (Taranto), il 60enne Cosimo Perrini, a seguito di un incidente sul lavoro verificatosi durante i lavori di realizzazione della multisala Andromeda. Fra i condannati c’è anche il figlio della vittima, in qualità di titolare della ditta, la “Cover Tech”, per la quale il 60enne lavorava

BRINDISI – Si è concluso con sei condanne il processo di primo grado sulla morte di un operaio di Crispiano (Taranto), il 60enne Cosimo Perrini, a seguito di un incidente sul lavoro verificatosi durante i lavori di realizzazione della multisala Andromeda. Fra i condannati c’è anche il figlio della vittima, in qualità di titolare della ditta, la “Cover Tech”, per la quale il 60enne lavorava. La sentenza è stata emessa nella giornata di oggi (30 ottobre) dal giudice monocratico del tribunale di Brindisi, Giuseppe Biondi. 

Perrini cadde da un lucernario in fase di edificazione situato a una decina di metri d’altezza. L’impatto con il suolo gli fu fatale. Sulla base di quanto emerso dalle indagini, all’epoca dei fatti coordinate dal sostituto procuratore Alberto Santacatterina, il lavoratore era sprovvisto di cinture di sicurezza. Inoltre il cantiere non era dotato di soppalchi, necessari a norma di legge a prevenire il rischio caduta. 

La pena più dura è stata inflitta proprio all’amministratore unico della ditta subappaltatrice dei lavori, Renato Perrini, nato a Martina Franca (Taranto) e residente a Crispiano, e al direttore del cantiere, Antonio Sergio, condannati entrambi a un anno e sei mesi di reclusione. Sono stati condannati a un anno Paolo Perrino, direttore tecnico, e Nicola Lemma, nato a Taranto e residente a Lecce, coordinatore della sicurezza; a dieci mesi Francesco Perrino, di Brindisi, legale rappresentante della ditta Cogit (impresa appaltatrice e titolare del cantiere), e Luciano Stella, di Napoli, responsabile dei lavori. Il giudice ha disposto la sospensione della pena per tutti.

Gli imputati, insieme alle tre società citate come responsabili civili, la Ghisola srl (committente dei lavori), Cogit Spa e Cover Tech, dovranno anche provvedere, secondo quanto stabilito dal giudice, in solido tra loro al risarcimento del danno nei confronti delle tre parti civili, versando una provvisionale immediatamente esecutiva di 50 mila euro per ognuna di esse.
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