Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Villa Castelli

Operazione anti-caporalato, madre e figlio negano le accuse

Hanno negato ogni accusa, la 45enne Chiara Vecchio e suo figlio Vito Antonio Caliandro 29 anni di Villa Castelli, arrestati all’alba di martedì scorso dai carabinieri perché accusati di concorso in intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro pluriaggravati

VILLA CASTELLI – Hanno negato ogni accusa, la 45enne Chiara Vecchio e suo figlio Vito Antonio Caliandro 29 anni di Villa Castelli, arrestati all’alba di martedì scorso dai carabinieri perché accusati di concorso in intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro pluriaggravati. Alle 10 di oggi, affiancati dal loro legale di fiducia, l’avvocato Cosimo De Leonardis, hanno affrontato l’interrogatorio di garanzia, fornendo al giudice per le indagini preliminari la loro versione die fatti.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana i due aiutati da una donna originaria della Romania, “svolgevano un’attività organizzata di intermediazione, reclutando manodopera e organizzandone l’attività lavorativa caratterizzata da sfruttamento, mediante minaccia e intimidazione (consistite nel prospettare in modo continuo ed aggressivo la possibilità di licenziamento, proferendo nei confronti del lavoratori le frasi “sbrigatevi, altrimenti domani rimarrete a casa” ed anche “se domani non ci stanno all’appello tutti…tutti licenziati”), approfittando dello stato di bisogno o di necessità dei lavoratori”. Costoro “erano tenuti a lavorare a decorrere dalle 6 circa e fino alle 18.30/19 o anche 22, con due sole pause, la prima entro le 10 e la seconda entro le ore 14, e retribuzione consistita, invece, ad un orario complessivo pari a sei ore e mezza, con straordinari pagati in modo totalmente irregolare e con sistematica violazione della normativa relativa all’orario di lavoro ed al riposo settimanale e sottoposizione a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza e situazioni alloggiative particolarmente degradanti, e potevano fruire dei servizi igienici soltanto quando consentito da Vecchio, unico possessore, insieme con la responsabile della catena produttiva, della tessera magnetica indispensabile per accedere ai medesimi). Tutto documentato. I carabinieri di Francavilla coordinati dal capitano Nicola Maggio e dal tenente Roberto Rampino, hanno lavorato per tre mesi riuscendo a dimostrare con materiale fotografico, verbali di appostamenti e di intercettazioni sia telefoniche che ambientali le condizioni e modalità di sfruttamento dei lavoratori. Come già detto i due arrestati hanno negato tutto spiegando al giudice che loro erano lavoratori come gli altri, tutti dipendenti della stessa azienda. 

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