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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Operazione Appia: "Per me la coca è più importante del sesso"

BRINDISI – Un chilo di cocaina a settimana. Un giro consistente per le tredici persone di Brindisi coinvolte nell’Operazione Appia (dalla via in cui si trova il carcere) scattata all’alba di questa mattina. Otto ordinanze eseguite ed altre cinque notificate in carcere per mettere in condizioni di non nuocere un gruppo di narcotrafficanti che prendeva la cocaina (soprattutto) e l’hashish dal Nord dell’Italia e la rivendevano in città. I provvedimenti, emessi dal giudice per le indagini preliminari distrettuale Nicola Lariccia, sono stati notificati ai detenuti Giuseppe Berardi, 40 anni, Sandro Antonino, 28 anni, di Brindisi, Antonio Guzzo, 29 anni, brindisino, Gabriele Laritonda, 29 anni, di Brindisi, tutti arrestati nel corso delle indagini svolte dai carabinieri del Reparto operativo di Brindisi avviate il 13 febbraio del 2007 con il sequestro casuale a un 17enne di diciotto grammi di cocaina, e Vincenzo Schiavone, 32 anni, indagato per associazione mafiosa nell’operazione Canali che vede in questi giorni alla sbarra Andrea Bruno e altri torresi accusati di estorsioni, attentati e di voler mettere le mani sull’eolico.

BRINDISI - Un chilo di cocaina a settimana. Un giro consistente per le tredici persone di Brindisi coinvolte nell'Operazione Appia (dalla via in cui si trova il carcere) scattata all'alba di questa mattina. Otto ordinanze eseguite ed altre cinque notificate in carcere per mettere in condizioni di non nuocere un gruppo di narcotrafficanti che prendeva la cocaina (soprattutto) e l'hashish dal Nord dell'Italia e la rivendevano in città. I provvedimenti, emessi dal giudice per le indagini preliminari distrettuale Nicola Lariccia, sono stati notificati ai detenuti Giuseppe Berardi, 40 anni, Sandro Antonino, 28 anni, di Brindisi, Antonio Guzzo, 29 anni, brindisino, Gabriele Laritonda, 29 anni, di Brindisi, tutti arrestati nel corso delle indagini svolte dai carabinieri del Reparto operativo di Brindisi avviate il 13 febbraio del 2007 con il sequestro casuale a un 17enne di diciotto grammi di cocaina, e Vincenzo Schiavone, 32 anni, indagato per associazione mafiosa nell'operazione Canali che vede in questi giorni alla sbarra Andrea Bruno e altri torresi accusati di estorsioni, attentati e di voler mettere le mani sull'eolico.

Sono stati, invece, prelevati dalle rispettive abitazioni Giovanni Gerardi, fratello di Giuseppe, 34 anni, coinvolto a piede libero nell'operazione Berat Dia, Antonio Guzzo, 29 anni, Giancarlo Bagorda, 36 anni, Alessandro Elia, 27 anni, Diego Livera, 39 anni, Roberto Maggio, 34 anni, Adriano Morocutti, 32 anni, e Angelo Sinisi, 23 anni, di Brindisi. Giuseppe Gerardi è sotto processo per associazione mafiosa finalizzata al traffico della droga e alle estorsioni, operazione Berat Dia, assieme ai fratelli Brandi, capi della Scu brindisina, ai "fratelli semaforo" Abel e Viktor Lekli, e all'ex consigliere provinciale Massimiliano Oggiano ed altri.

"Tredici indagati e altrettanti arrestati, nessuno è sfuggito alla cattura - ha commentato il procuratore antimafia Cataldo Motta nella conferenza stampa tenutasi questa mattina nella sede del Comando provinciale dell'Arma -. Questo sta a significare l'alta efficienza raggiunta dai carabinieri di questo comando".

I carabinieri fermano il 17enne L. A. e gli trovano diciotto grammi di cocaina. Sono tanti. Viene arrestato. Il giorno dopo Guzzo si presenta ai carabinieri e dice che il proprietario della droga è lui. I carabinieri capiscono che non è altruismo, ma che sotto c'è del marcio. Guzzo viene sottoposto a sorveglianza molto stretta e le sue utenze telefoniche vengono intercettate. Lo spaccato che emerge è preoccupante. "E' una ciambella venuta fuori con il buco - dice il comandante provinciale dell'Arma colonnello Ugo Sica-. Una ciambella importante perché siamo riusciti a neutralizzare una banda di spacciatori e trafficanti che smerciava un chilo di cocaina alla settimana. So quanto è importante il vostro ruolo - dice rivolto ai giornalisti - e per questo vi chiedo di scrivere che con la droga non c'è via d'uscita. I giovani lo debbono sapere che non vi è via d'uscita".

Il gruppo smantellava smerciava hashish e cocaina. Il primo passo è l'hashish, poi arriva la cocaina. "In questa provincia il consumo di cocaina è aumentato a dismisura", spiega Motta. Il gruppo è guidato da Giuseppe Gerardi che riesce a gestire anche dal carcere grazie al fratello Giovanni. Quindi ci sono i luogotenenti (così li hanno definiti i carabinieri) Sandro Antonino e Antonio Guzzo, mentre all'approvvigionamento della droga pensano Salvatore Martena e Vincenzo Schiavone. A questi è stata contestata l'associazione per delinquere finalizzata al traffico della droga. Agli altri invece è stato contestato solo lo spaccio delle sostanze stupefacenti.

"Per Elia - spiega - era stata chiesta la contestazione dell'associazione, ma il gip ha ritenuto che non ci fossero indizi a sufficienza e gli ha contestato lo spaccio". Questa mattina, nel corso della perquisizione in casa di Elia, i carabinieri hanno rinvenuto il testo della lettera che avrebbe dovuto spedire ad uno dei complici. In questa lettera il giovane scrive che per lui la "cocaina è molto più importante della stessa f?".

Le indagini vengono coordinate dal sostituto procuratore della Procura di Brindisi Miriam Iacoviello e dal sostituto procuratore della Distrettuale antimafia di Lecce Alberto Santacatterina. Le intercettazioni fanno emergere il linguaggio convenzionale che gli indagati usano per comunicare tra di loro. Dialogo tra Guzzo e Salvatore S. Salvatore: «Mi porti le sigarette che sono rimasto senza...». Guzzo: «Ah, va bene, un pacchetto di Marlboro». Salvatore: «Alla Commenda devi venire».

E poi Fausto C. a Guzzo: «Antonio, vieni ora a casa mia e portami i due asciugamani che mi dovei portare stamattina hai capito? Rispondimi, Fausto». Nelle conversazioni parlano di film porno, di amici, bambini, manovali, pezzi, supporti stereo, asciugamani, sigarette, telefono, stucco, magliette, ammazza vampiri, caffè, pizzelle, calzoni: è il solito linguaggio convenzionale. Conversazione tra Guzzo e Ugo U.. Ugo: «Poi quando ti chiamo porta i bambini che vuole vederli Simone, capito?». Guzzo: «Va bene ciao». Un tale a Guzzo: «Eh... aspetta che ti chiamo io che sto aspettando che mi portano... le cose e ti chiamo io...».

Trecento pagine di conversazioni, tutte dello stesso tenore. Attraverso queste conversazioni in diverse occasioni i carabinieri riescono a intervenire immediatamente ed a sequestrare la droga. Oltre ad arrestare chi la deteneva. Il 24 agosto del 2007 viene arrestato Andrea P., minore, bloccato mentre cerca di disfarsi di cinque grammi di cocaina; il 14 ottobre 2007 viene arrestato Roberto Rillo trovato in possesso di 40 grammi di cocaina, 38 grammi di hashish e di un bilancino di precisione. Il 23 novembre finiscono in carcere Guzzo, Giovanni Gerardi e Emio Longo sorpresi in un casolare a suddividere in dosi trenta grammi di cocaina. Il 13 dicembre dello stesso anno viene arrestato a Modugno Diego Livera trovato in possesso di 102 grammi di cocaina.

I tre momenti più importanti di questa operazione sono il controllo avviato su Guzzo subito dopo che si presenta a rivendicare i 18 grammi di coca sequestrati al 17enne; l'arresto di Guzzo, Giovanni Gerardi e Longo, pedinanti dall'alba al tramonto e bloccati nel casolare nei pressi dell'aeroporto con la droga in mano, e l'arresto a Modugno di Livera, seguito per chilometri dal Nord, dove aveva acquistato la droga, e bloccato al casello autostradale Bari Nord-Modugno.

Le indagini vengono chiuse nel 2009. I pm chiedono la cattura delle tredici persone. Questa mattina novanta carabinieri hanno eseguito e notificato i provvedimenti. Hanno preso parte anche i cani antidroga e un elicottero.

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