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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca Oria

Operazione "Beautiful", eroina in città: gli indagati in carcere davanti al gip

Giovedì 30 giugno sette arresti da parte dei carabinieri di Francavilla Fontana. Oggi, lunedì 4 luglio, gli interrogatori di garanzia

BRINDISI - Si sono tenuti oggi, lunedì 4 luglio, gli interrogatori di garanzia per cinque degli otto indagati nell'ambito dell'operazione "Beautiful". I carabinieri di Francavilla Fontana, giovedì 30 giugno, hanno arrestato sette persone, cinque in carcere e due ai domiciliari. Oggi davanti al gip del Tribunale di Brindisi, Vilma Gilli, sono comparsi i cinque ristretti in carcere. Tutti non hanno risposto alle domande del gip, ma alcuni hanno presentato dichiarazioni spontanee per chiarire la propria posizione. L'inchiesta ha scoperchiato un presunto giro di spaccio, perlopiù di eroina, a Oria.

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Gabriele Pipino (24 anni, nato a Brindisi e residente a Oria), difeso dall'avvocato Pasquale Fistetti. Massimo Italiano (27 anni, nato a Mesagne e residente a Oria), difeso dall'avvocato Fabio Falco, ha rilasciato dichiarazioni spontanee. Stesso discorso per quanto riguarda Anna Lucia Zanzarelli (45 anni, nata a Francavilla Fontana e residente a Oria, difesa sempre dall'avvocato Fabio Falco) e Angelo Zanzarelli (42 anni, nato a Francavilla Fontana e residente a Oria), difeso dall'avvocato Pasquale Annicchiarico. Anche Giuseppe Mazza (49 anni, nato a Francavilla Fontana e residente a Oria), difeso dagli avvocati Annicchiarico e Falco, ha preferito affidarsi a dichiarazioni spontanee.

L'indagine dei carabinieri ha scoperchiato un presunto giro di spaccio di sostanze stupefacenti con base a Oria. Il cuore dell'attività sarebbe stata l'eroina, mai scomparsa dalle piazze. L'attività degli investigatori del Nor dei carabinieri si basa anche sulle intercettazioni.  L'attività di captazione fa emergere contatti quotidiani tra gli indagati - molti legati da vincoli di parentela vari - in cui si parla di "birra", "l'ape", "metà", "documenti", "caffè", eccetera. Nonostante il linguaggio cifrato, gli inquirenti capiscono che si parla di droga. Le conversazioni tra presunti pusher e acquirenti erano di breve durata, servivano a concordare gli incontri: presso un condominio in cui vivono alcuni indagati, in bar e anche presso stazioni di servizio ubicate alla periferia di Oria.

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