Bronx: davanti al gip anche il carabiniere accusato di corruzione

L'appuntato sospeso da servizio per aver rivelato informazioni segrete sull'inchiesta si è avvalso della facoltà non rispondere

BRINDISI – Si è svolta stamattina, presso il tribunale di Brindisi, l’ultima tranche di interrogatori di garanzia scaturiti dall’operazione Bronx. Davanti al gip Stefania De Angelis si sono presentate le persone ristrette in regime di domiciliari o sottoposte ad altre misure restrittive. 

Fra gli indagati vi è anche il 45enne A.Z., un appuntato scelto dell’Arma dei carabinieri sospeso per un anno dal servizio e contestualmente sottoposto a un procedimento interno che ha portato alla rimozione del grado, per aver rivelato al 44enne Francesco Turrisi, soggetto già noto alle forze dell'ordine di San Vito dei Normanni, notizie segrete sull’inchiesta che all’epoca dei fatti (maggio 2019) era ancora in corso, in cambio di una somma di denaro pari a 100 euro. 

Difeso dall'avvocato Antonio La Scala, del foro di Bari, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere, in attesa che la difesa acquisisca tutti gli atti. L’indagato è “caduto dalle nuvole”, si apprende dal legale, riguardo all’accusa di aver percepito una somma di denaro. 

La prima tranche di interrogatori

Lucia Moore, 22 anni, originaria dell’Inghilterra e domiciliata a Carovigno, difesa dall’avvocato Cosimo De Leonardis, ha riferito di essere del tutto estranea a degli episodi di spaccio di sostanza stupefacente che le vengono contestati in concorso con il fidanzato, il 30enne Cosimo Saponaro, di Carovigno, recluso in carcere. Il legale ha già depositato al gip istanza di revoca della misura degli arresti domiciliari emessa a carico della sua assistita.

Hanno chiarito la loro posizione anche la 39enne Catia Cardone, di Carovigno, sottoposta ai domiciliari, e la 47enne M.G., sottoposta a obbligo di dimora, madre dell’indagato Mirco Scatigna, recluso in carcere nell'ambito della stessa inchiesta. Entrambe le donne, difese dall’avvocato Gianmarco Lombardi, sono accusate di episodi di spaccio. Il legale presenterà istanza di riesame. 

Complessivamente sono 20 le persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare a seguito dell’inchiesta condotta fra il 2018 e il 2019 dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni al comando del capitano Antonio Corvino e del tenente Alberto Bruno, comandante del Norm, sotto la direzione del pm Pierpaolo Montinaro. Oltre a ricostruire diversi episodi di spaccio di sostanza stupefacente, i carabinieri hanno scoperto tre tentativi di estorsione e degli illeciti in materia di armi. I fatti sono avvenuti fra i Comuni di Carovigno, San Michele Salentino e San Vito Normanni, 

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