Cronaca

Operazione Cupola, il Comune di Manduria parte civile. Coinvolti due brindisini

Un oritano di 42 anni e un calabrese di 49 anni residente a Oria coinvolti nell'inchiesta. Il blitz risale al 14 ottobre 2020

ORIA - Si è svolta oggi, venerdì 14 maggio 2021, presso il Tribunale di Lecce l'udienza preliminare per il processo scaturito dall'operazione "Cupola". Il Comune di Manduria ha chiesto di costituirsi parte civile, per i "danni di immagine" causati dalla presunta associazione mafiosa che lì vi operava. Il 14 ottobre 2020, all'alba, sono state arrestate 23 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e altri delitti contro la persona e il patrimonio, tutti aggravati dal metodo mafioso. Le indagini degli uomini della questura di Taranto, coordinati dal pm della Direzione distrettuale antimafia di Lecce Milto Stefano De Nozza, hanno fatto emergere la presenza di un direttivo – da qui il nome "Cupola" – operante nel Tarantino, in particolar modo a Manduria. Alla città è legato Vincenzo Stranieri, detto "stellina". In carcere dai primi anni '80, è un nome pesante della Sacra corona unita. Suo nipote è tra i 23 arrestati. Si tratta di Nazareno Malorgio, scarcerato nel febbraio 2018. Dalle indagini è emerso che quest'ultimo, insieme ad altri sodali, non ha perso tempo e ha riorganizzato la frangia manduriana del sodalizio criminale, concentrandosi in particolar modo sul traffico di sostanze stupefacenti.

La pax mafiosa con i brindisini

Coinvolto nell'inchiesta è l'oritano 42enne Pierluigi Chionna, difeso dall'avvocato Michele Fino. Per gli inquirenti Chionna avrebbe aiutato Walter Modeo (un altro indagato) a commettere atti intimidatori. Avrebbero esploso colpi di arma da fuoco contro alcune abitazioni, come “avvertimento”. Per un caso, Chionna venne arrestato dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana. Era la sera del 27 maggio 2019. Ma l'avvocato Fino si riserva di produrre, alla prossima udienza, un elemento che può cambiare le carte in tavola: la sentenza di assoluzione, che risale al 18 dicembre 2020, nei confronti di Chionna per questo episodio. L'oritano 42enne per gli inquirenti non fa parte della cupola, ma riveste comunque un ruolo strategico nell'organizzazione, costituita e operante a Manduria, del traffico di sostanze stupefacenti, principalmente marijuana (da canali baresi), eroina e cocaina, da spacciare a Manduria, Sava, Copertino, Trepuzzi e Nardò. Pierluigi Chionna avrebbe rivestito il ruolo di fornitore abituale di cocaina, con il compito anche di immetterla sul mercato. Cointolto anche Antonio Pangallo, di 48 anni, residente a Oria con alle spalle condanne per associazione di tipo mafioso. La prossima udienza, presso il Tribunale di Lecce, si terrà il 30 giugno. Il gup è Marcello Rizzo del Tribunale di Lecce.

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