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Operazione della Dia: sequestri anche a Brindisi e Francavilla

Sequestri di beni per un valore complessivo di 31 milioni di euro a Brindisi, Francavilla, Cosenza, Napoli, Catania e Roma nell'ambito di una inchiesta su un sistema di tunnel che collegherà il porto di Salerno all'autostrada

Sono stati effettuati dei sequestri anche a Brindisi e Francavilla Fontana nell’ambito di una inchiesta della Dia di Salerno su degli illeciti riguardanti il cantiere di “Porta Ovest”, il sistema di tunnel che dovrà collegare il porto di Salerno all’Autostrada. Nell’indagine, ribattezzata appunto Porta Nuova, sono coinvolte nove persone fisiche (tra amministratori legali e rappresentanti protempore di imprese) di due società.

I reati ipotizzati dalla Dda di Salerno, le cui istanze sono state accolte dal gip del locale tribunale, sono di malversazione a danno dello Stato e indebita percezione di erogazione a danno dello Stato. Complessivamente sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di 31 milioni di euro a Catania, Cosenza, Roma, Napoli e ovviamente anche a Salerno.

Con il provvedimento odierno, scaturito da un avviso di conclusione delle indagini emesso lo scorso 9 novembre a carico di 33 indagati, sono stati apposti i sigilli (anche per equivalente, laddove la liquidità disponibile non fosse sufficiente a raggiungere l’intero importo) a somme di denaro, rapporti di credito, partecipazioni societarie, beni immobili e beni mobili registrati, nonché alle società Tecnis Spa e Ssi Srl. 

Nello specifico,   il personale della Dia ha sequestrato 66 quote di partecipazione degli indagati (persone fisiche e giuridiche) in altrettante società operanti in Italia nei settori dell'edilizia, del movimento terra e marittimo, 106 veicoli (di cui 32 autovetture e 74 tra rimorchi, motrici e macchine operatrici), 50 unità immobiliari (3 abitazioni, 1 villa, 8 appartamenti e 38 tra uffici commerciali, rimesse e magazzini), 26 fondi agricoli, 58 rapporti di credito di varia natura.

I beni sottoposti a sequestro riconducibili alle due persone giuridiche sono stati rimessi agli amministratori giudiziari nominati dall'ufficio Gip del Tribunale di Salerno; nei confronti delle nove persone fisiche, invece, le liquidità recuperate sono state accreditate al Fug. Per i beni immobili, i beni mobili registrati e le quote sociali è stata eseguita la trascrizione del provvedimento nei pubblici registri degli uffici competenti, al fine di sottrarli dalla disponibilità degli indagati.

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