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Gianluca Tanzarella, da lui è partita l'indagine

Gianluca Tanzarella, da lui è partita l'indagine

Operazione "Door to Door", ovvero gli affari della nuova mala brindisina

BRINDISI – “E’ uno spaccato molto attendibile di ciò che è oggi la criminalità brindisina”, dicono il questore Vincenzo Carella e il capo della squadra mobile, Francesco Barnaba. Una malavita che negli anni del post-contrabbando e dopo la morte di molti dei capi storici nella guerra terminale tra fazioni, combattuta tra il Montenegro e le strade di casa, falcidiata anche dal pentitismo e dalle decine di arresti e di processi per associazione a delinquere, non ha mai più ritrovato gli assetti organizzativi di un tempo. Ultimo affare, droga ed estorsioni: è questo il terreno su cui si combatte a Brindisi negli ultimi anni la partita. E’ questo scenario anche dell’operazione “Door to Door” (porta a porta), che prende il nome -evitando facili battute- dalla formula di spaccio adottata da alcuni dei personaggi arrestati stamani dalla polizia.

BRINDISI – “E’ uno spaccato molto attendibile di ciò che è oggi la criminalità brindisina”, dicono il questore Vincenzo Carella e il capo della squadra mobile, Francesco Barnaba. Una malavita che negli anni del post-contrabbando e dopo la morte di molti dei capi storici nella guerra terminale tra fazioni, combattuta tra il Montenegro e le strade di casa, falcidiata anche dal pentitismo e dalle decine di arresti e di processi per associazione a delinquere, non ha mai più ritrovato gli assetti organizzativi di un tempo. Ultimo affare, droga ed estorsioni: è questo il terreno su cui si combatte a Brindisi negli ultimi anni la partita.  E’ questo scenario anche dell’operazione “Door to Door” (porta a porta), che prende il nome -evitando facili battute- dalla formula di spaccio adottata da alcuni dei personaggi arrestati stamani dalla polizia.

Non ci sono capi né associazione per delinquere, in questa storia, ma solo una rete di episodi e di collegamenti d’affari illeciti tra persone dedite alla stessa attività. Tutto è partito da un agguato a Gianluca Tanzarella, oggi 36enne, nei primi giorni del giugno 2005, nella sua casa lungo la costa nord di Brindisi, dalle parti del Granchio Rosso. Non a caso le indagini di “Door to Door” sono state condotte dalla sezione rapine e omicidi. Tanzarella non denunciò mai quel fatto, anche perché riuscì a evitare le scariche di piombo fuggendo nei campi alle spalle dell’abitazione. La notizia era giunta ugualmente alla squadra mobile, che interrogò senza esito il personaggio.

Tanzarella aveva addirittura riempito con stucco e poi verniciato le tracce lasciate dai pallettoni sulle pareti esterne della villetta. Comunque, quelli che volevano fargli la pelle era in due, e con i passamontagna. Il movente? La polizia non lo conosce con certezza neppure oggi, ma se si ipotizza una vicenda legata allo spaccio degli stupefacenti, non si sbaglia. Del resto, quella era l’attività di tutte le persone indagate ed arrestate, stando alle intercettazioni telefoniche e ai vari servizi di verifica che hanno condotto al sequestro di armi e droga.

Viene a galla, nell’indagine, anche un piccolo racket estorsivo gestito da Tanzarella e mirato sui furti di moto. Una conferma giunge da uno dei derubati, che confessa di avere pagato il pizzo: era la stessa storia individuata nel corso delle intercettazioni. E poi ci sono le armi. Se parla parecchio. Qualcuno degli indagati le ha certamente maneggiate. La polizia trova durante le perquisizioni foto con soggetti che impugnano fucili a canne mozze e pistole semiautomatiche. E ci giocano. Un giorno la squadra diretta dal sostituto commissario Angelo Laera irrompe proprio a casa di Tanzarella, che si trova in compagnia di un altro soggetto malavitoso, Francesco Primiceri. Questi fugge, e si libera di una pistola, che la polizia recupera prima di arrestato: è una Zastava calibro 7,65 parabellum proveniente dalla ex Iugoslavia.

In un’altra circostanza viene recuperato un fucile a S.Elia, che è il quartiere che fa da habitat a quasi tutti i protagonisti dell’indagine. I soldi li fanno con la droga. L’operazione prende il nome dal servizio a domicilio effettuato da uno degli spacciatori, che porta la cocaina a casa dei clienti dopo aver ricevuto l’ordinazione telefonica. Di coca ne gira tanta, ma anche di hascisc. Il 26 marzo 2006 la squadra mobile simula, con la collaborazione della Polstrada, un controllo casuale sulla 379 nei pressi di Fasano, e ferma un Audi che in realtà era stata seguita dagli investigatori sia nel viaggio di andata a Torino, che in quello di ritorno. A bordo ci sono P.T. e una delle persone arrestate ieri, Gianluca Colucci. In vari punti della carrozzerie e del vano motore ci sono panetti di hascisc per un totale di 14 chili.

A conclusione dell’indagine, il pm Luca Bucchieri chiede la cattura di 16 personaggi, ma il gip firma solo 7 ordinanze di custodia cautelare. Quelle eseguite stamattina a carico dei già citati Gianluca Tanzarella e Gianluca Colucci ( 34 anni), Angelo Sinisi (23 anni), Maurizio e Marco Baglivo, padre e figlio di 42 e 25 anni, Luigi Lorenzo detto Banana, di 24 anni, e Antonio Facecchia di 23 anni. In tutto, le persone indagate e denunciate nell’Operazione “Door to Door” sono 24.

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