Cronaca

Operazione Finibus: sequestrati auto e fabbricato a uno degli arrestati

Un’auto e un fabbricato del valore complessivo di 250mila euro sono stati sottoposti a sequestro preventivo, in applicazione della normativa antimafia,  al 56enne di Torchiarolo Patrizio Perrone, arrestato il 16 novembre scorso nell’ambito dell’operazione “Finibus” condotta dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana

TORCHIAROLO – Un’auto e un fabbricato del valore complessivo di 250mila euro sono stati sottoposti a sequestro preventivo, in applicazione della normativa antimafia,  al 56enne di Torchiarolo Patrizio Perrone, arrestato il 16 novembre scorso nell’ambito dell’operazione “Finibus” condotta dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana.

Il provvedimento eseguito dai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo del comando provinciale di Brindisi è stato emesso dall'Ufficio misure di prevenzione del Tribunale di Brindisi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, e convalidato dalla Sezione penale del tribunale di Brindisi. È scaturito, come già detto, nell'ambito dell'operazione “Finibus", che portò all’arresto di 15 persone per traffico di stupefacenti, porto e detenzione illegale di arma da fuoco, ricettazione e rapina in abitazione. L’operazione fu condotta in vari comuni del brindisino e a Bologna dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana e supportati nella fase esecutiva dal personale di tutti i reparti del comando provinciale carabinieri di Brindisi, nonché dei Nuclei cinofili di Modugno (BA) e Potenza.

Durante le indagini che durarono 5 mesi (da marzo ad agosto 2015), i militari del Norm di Francavilla Fontana diretti dal Tenente Roberto Rampino, sotto la regia del pm Valeria Farina Valaori, effettuarono 9 sequestri di sostanza stupefacente (di cui uno record di 40 chilogrammi di cocaina), 3 sequestri di denaro (fra cui uno pari a 403mila euro in banconote, recuperate in un pollaio) e diversi sequestri di armi. Parte della droga, secondo quanto fu accertato dai carabinieri, era destinata a Perrone che gestiva il traffico di stupefacenti su Torchiarolo insieme alla moglie, anche lei finita nei guai.  

Quando i carabinieri si presentarono presso la sua abitazione per eseguire l’ordinanza di custodia cautelare, Perrone non fu trovato nei locali principali. Durante l’ispezione, i militari notarono una finestra aperta (che affaccia su un "pozzo luce" e permette di raggiungere il lastrico solare ed un piano soppalcato), nonostante la fredda temperatura e parte dei presenti in casa stessero dormendo sotto le coperte. I carabinieri allora, senza indugio, controllarono altri ambienti dell’immobile, trovando Perrone accovacciato e nascosto dietro un muretto del lastrico solare. Nella disponibilità del figlio trovarono oltre diecimila euro in contanti.

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