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Cronaca Mesagne

Operazione Fire, droga a Mesagne: si costituisce un altro indagato

Si tratta di un 33enne mesagnese, destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. E' tra i personaggi coinvolti nel blitz dei carabinieri

MESAGNE - Era l'ultimo indagato nell'ambito dell'operazione "Fire" che "mancava all'appello": Fabio Ferruccio, 33enne di Mesagne, oggi (sabato 12 marzo 2022) si è spontaneamente consegnato al comandante del Nor della compagnia di San Vito dei Normanni, Alberto Bruno. E' destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal gip Michele Toriello del Tribunale di Lecce. Ferruccio è assistito dall'avvocato Rosanna Saracino. Dopo le formalità di rito, i carabinieri hanno accompagnato il 33enne presso la sua abitazione a Mesagne, in regime di arresti domiciliari.

Il 20 febbraio scorso, accompagnato dall'avvocato Raffaele Missere, si era costituito nella caserma della compagnia carabinieri di San Vito dei Normanni il 27enne Simone Tondo, anche lui fra i destinatari dell'ordinanza di misura cautelare dell'inchiesta sullo spaccio di droga a Mesagne. Lavorava in Germania. Ora è sottoposto alla misura restrittiva dei domiciliari presso la sua abitazione, sempre a Mesagne.

L'operazione "Fire" è scattata all'alba del 31 gennaio scorso. Si trattava di undici ordinanze di custodia cautelare, cinque in carcere e sei ai domiciliari. Poiché si sono costituiti Ferruccio e Tondo, il quadro è completo. Complessivamente, gli indagati sono 30. Sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti pluri-aggravata, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi, violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e favoreggiamento personale.

L'indagine è stata condotta dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di San Vito dei Normanni, diretti rispettivamente dal tenente Alberto Bruno e dal capitano Antonio Corvino. Nasce da una multa: ad agosto del 2019 un maresciallo dei carabinieri, in servizio presso la stazione di Latiano,multò un mesagnese, ritenuto vicino ad ambienti mafiosi: era stato trovato alla guida senza patente e senza revisione. Il 16 agosto, venne incendiata l'auto del maresciallo. Era una ritorsione.

Le indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale antimafia di Lecce e sviluppate in piena sinergia con la Dcsa (Direzione centrale per i servizi antidroga del ministero dell’Interno), vennero subito avviate e sono state condotte fino ad aprile 2020. Grazie a intercettazioni audio e video e pedinamenti, vennero identificati gli autori dell'atto intimidatorio. Non solo: venne accertata l'esistenza nel territorio di Mesagne di un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Questo è il quadro dell'operazione "Fire".

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