Traffico di migranti tra Grecia e Salento. Gli arrestati nel Brindisino

E' scattata all'alba l'operazione Sestante del Gico della Guardia di Finanza di Lecce. Tredici ordinanze

LECCE (da LeccePrima)– Contro la criminalità transfrontaliera e il traffico di migranti, l’Europea affina i suoi strumenti di intervento. Così acquisisce un significato ancora maggiore l’esito dell’operazione “Sestante”, portata a termine alle prime luci del giorno in cui entra in vigore il regolamento che rende Eurojust - organismo di coordinamento tra le autorità giudiziarie per la cooperazione rafforzata - una vera e propria agenzia dell’Unione, dotata quindi di maggiore autonomia rispetto alle indicazioni provenienti dai singoli territori nazionali.

Non è un caso, quindi, che per la conferenza stampa nel comando provinciale della guardia di finanza sia stato allestito un collegamento video con l’Aia, dove erano presenti Filippo Spiezia, membro italiano dell’agenzia e Robert Crepinko, direttore del Centro contro il traffico di migranti di Europol. Nel capoluogo salentino, invece, oltre al comandante provinciale, colonnello Domenico Carbone, anche il comandante del Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata della guardia di finanza (Scico) e il procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia, Guglielmo Cataldi, che ha curato il coordinamento dell’operazione insieme alla Direzione Nazionale Antimafia.

Al lavoro la Squadra investigativa comune

L’operazione “Sestante” è scaturita da una indagine dal Gico (gruppo investigazione sulla criminalità organizzata) del nucleo di polizia economico-finanziaria delle fiamme gialle leccesi avviata nel 2018 e confluita nell’attività di una Squadra investigativa comune composta da autorità giudiziaria e guardia di finanza di Lecce con i magistrati greci e la polizia dell’Attico. Il lavoro degli inquirenti ha documentato sette episodi relativi a cosiddetti “sbarchi fantasma” che hanno coinvolto 99 migranti essenzialmente di nazionalità siriana, iraniana e pachistana. In uno si è reso necessario anche un intervento di soccorso in mare dei mezzi navali della guardia di finanza, a causa di un’avaria. L’operazione ha rivelato i meccanismi di funzionamento di un’associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e articolata in due diramazioni: una italiana, brindisina nello specifico e senza evidenze di collegamenti ai clan della Scu, e un’altra greca, dove le fila dell'attività criminale erano rette da uomini di origine siriana.

Gli arrestati a Brindisi e Ostuni

Tommaso Ferrero, Brindisi, 27 anni; Davide Lacaprice, Brindisi, 39 anni; Alessio Giuseppe Mignarri, Ostuni, 30 anni; Natale Morleo, Brindisi, 37 anni; Maria Sara Zecca, Brindisi, 25 anni; Mohamood Anas, Siria, 35 anni; Mohammad Dalil, Palestina, 26 anni. Tra gli indagati c’è anche Giuseppe Ferrero, 39 anni, Brindisi, a piede libero. Eseguite anche 15 perquisizioni domiciliari, dieci delle quali a Brindisi (due a carico di donne), e tre a Ostuni, a carico di personaggi già appartenenti al giro del contrabbando di sigarette. Grazie a intercettazioni – telefoniche, ambientali, informatiche –, ad appostamenti, pedinamenti e filmati, sono state ricostruiti le rotte utilizzate e i ruoli di ognuno dei componenti dell’organizzazione. Il gruppo italiano aveva il compito di trovare e preparare le imbarcazioni, motoscafi molto veloci, necessarie ai viaggi per i quali i migranti spendevano circa seimila euro.

In Grecia “servizio” tutto compreso

Ma l’attraversamento del Canale d’Otranto, con approdi sul litorale leccese e brindisino, era solo l’ultima tappa di un viaggio che quasi sempre utilizzava la Grecia come porta d’accesso per il territorio europeo e che aveva in Grecia, in particolar modo ad Atene, la fase del soggiorno per il periodo che precedevano la partenza. Tutto era programmato: dall’accompagnamento dal confine greco-turco a una struttura temporanea fino al trasferimento del natante solo a ridosso del viaggio.

Gli itinerari terrestri e quelli via mare sono stati seguiti dai finanzieri di Lecce con il supporto della guardia costiera di Corfù e del Reparto operativo Aeronavale di Bari, in collaborazione con gli aerei di Frontex, che è l’agenzia europea della guardia di frontiere a costiera, schierati sul canale d’Otranto. In territorio greco sono stati arrestati in flagranza di reato due scafisti e denunciate 29 persone e sono state individuati cespiti in Italia e attività commerciali nella capitale greca nelle quali sarebbero stati in parte investiti i proventi dell’attività illecita. Tutta l’attività operativa è stata supportata dagli esperti di Europol che hanno facilitato lo scambio di informazioni tra forze di polizia e autorità giudiziarie e coordinato le riunioni.

Una prospettiva d’insieme

Come sottolineato più volte dal procuratore Cataldi, l’approccio nazionale ai fenomeni criminali, soprattutto quelli legati al traffico di esseri umani, non può dare risposte esaustive, ma solo contrastarne l’epilogo. L’attività di coordinamento, che Eurojust aveva sollecitato un anno addietro con una lettera, consente invece di avere una prospettiva più generale e quindi più incisiva. Spiezia, dall’Olanda, ha fornito alcune indicazioni sull’attuale situazione: si registra una notevole riduzione dei flussi nel Mediterraneo centrale grazie ad accordi con le autorità libiche (a gennaio è previsto un nuovo confronto) e si seguono con grande attenzione sia la rotta che dal Marocco e l’Algeria porta in Spagna che quelle in genere considerate come secondarie. In questo ambito è stata istituita una task force dopo la scoperta del macabro carico di 39 giovani vittime, di origine vietnamita, su un camion in un’area portuale non lontana da Londra.

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Aggiornamento ore 13.45 del 12 dicembre 2019 

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