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Operazione Hydra: Serinelli torna libero, cessate esigenze cautelari

Rimesso in libertà dal giudice delle indagini preliminari Paola Liaci l'ex sindaco di Torchiarolo, Nicola Serinelli, arrestato il 23 ottobre scorso nell'ambito dell'Operazione Hydra

TORCHIAROLO - Rimesso in libertà dal giudice delle indagini preliminari Paola Liaci l'ex sindaco di Torchiarolo, Nicola Serinelli, arrestato il 23 ottobre scorso nell'ambito dell'Operazione Hydra, una indagine su una ragnatela di epispdi corruttivi che aveva al centro una società di Carovigno, la Reteservizi Srl di Pasquale Leobilla, operante prevalentemente nel settore dei rifiuti. Il magistrato ha ritenuto non più sussistenti le esignze cautelari: il Comune di Torchiarolo ormai è commissariato e viaggia verso lo scioglimento del consiglio comunale, già sospeso dal prefetto Valerio Valenti, quindi non vi è più possibilità di rfeiterazione del reato e di inquinamento delle prove. Serinelli è difeso dagli avvocati Carmelo Molfetta e Marcello Falcone.

Il 23 ottobre i provvedimenti cautelari richiesti dal pm Milto De Nozza e spiccati dal gip Paola Liaci furono notificati al sindaco e vicesindaco di Torchiarolo, Nicola Serinelli e Maurizio Nicolardi, al sindaco di Villa Castelli, Vitantonio Caliandro, al vicesindaco di Poggiorsini (Area metropolitana di Bari) Giovambattista Selvaggi e al direttore generale dell’Azienda di Servizi Ecologici - Ase di Manfredonia (Foggia), Giuseppe Velluzzi,  e vari altri incaricati di pubblico servizio. Ci sono poi Pasquale Lobilla di Carovigno, responsabile di fatto della Reteservizi Srl, e Francesco e Angelo Pecere, Cosima Celino, Michele Zaccaria dirigente dell'Ufficio tecnico di Squinzano e Giuseppe Guarini, titolare di un residence dove aveva allogghiato un escort rumena utilizzata dal gruppo Leobilla per gratificare le persone da corrompere. 

Oltre alle indagini sulle circostanze di corruzione, condotte dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, che avevano incrociato la pista della Reteservizi Srl indagando su una catena di attentati che avevano colpito Carovigno, c'è anche una seconda pista parallela seguita dalla compagnia di Ostuni della Guardia di Finanza, che due giorni dopo l'Operazione Hydra (il 25 ottobre) ha reso noto i primi risultati di una complessa verifica sulla Reteservizi Srl e su altre tre società considerate “cartiere” di supporto alla prima, vale a dire strumenti per produrre fatture su operazioni inesistenti forse finalizzate alla costituzione di fondi neri, indagine che ha portato alla denuncia per reati tributari dello stesso Pasquale Leobilla, di Angelo Pecere e Cosima Celino, gli amministratori delle società controllate, che avrebbero occultato al fisco imponibili per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro, evadendo un’Iva di oltre 600 mila euro.
 

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