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Cronaca

Operazione Last Minute, Leo sarà interrogato a Bergamo per rogatoria

BERGAMO – Sarà interrogato venerdì mattina, per rogatoria (concessa dal gip Nicola Lariccia) dal giudice per le indagini preliminari di Bergamo, Giovanni Petillo il 46enne Gaetano Leo di Francavilla Fontana, costituitosi spontaneamente intorno alle 18.30 di lunedì nel carcere di Bergamo. Leo – che sarà ascoltato alla presenza del suo avvocato di fiducia Ladislao Massari -, era latitante dal 28 dicembre scorso.

BERGAMO - Sarà interrogato venerdì mattina, per rogatoria (concessa dal gip Nicola Lariccia) dal giudice per le indagini preliminari di Bergamo, Giovanni Petillo il 46enne Gaetano Leo di Francavilla Fontana, costituitosi spontaneamente intorno alle 18.30 di lunedì nel carcere di Bergamo. Leo - che sarà ascoltato alla presenza del suo avvocato di fiducia Ladislao Massari -, era latitante dal 28 dicembre scorso.

Sfuggì all'operazione "Last Minute" - condotta dalla squadra mobile di Brindisie dal commissariato di Mesagne sotto la regia della Dda di Lecce - che portò all'emissione di 28 decreti di fermo nei confronti di altrettanti presunti affiliati alla Sacra Corona Unita dopo le dichiarazioni rese dal neo pentito Ercole Penna (arrestato il 29 settembre da Dda e carabinieri del Ros nell'ambito dell'operazione Calipso).

Gaetano Leo è sospettato dagli investigatori di essere il presunto mandante del tentato omicidio di Nicola Canovari (anche se quest'accusa non è contenuta nell'ordinanza d'arresto ndr) nel corso dell'agguato a colpi di kalashnikov avvenuto l'11 dicembre scorso, lungo la statale 7, nel corso del quale perse la vita il 18enne Francesco Ligorio, ucciso per sbaglio dalla pioggia di proiettili. Canovari, invece finì in coma.

Gaetano Leo già condannato per essere ritenuto il mandante del primo tentativo di omicidio sempre ai danni di Nicola Canovari (scaturito da motivi passionali: Canovari aveva una relazione con la ex moglie di Leo Filomena Simeone) avvenuto nei pressi del carcere di Brindisi nel 2001, il cui esecutore materiale venne individuato nella persona di Martino Barletta, si è presentato spontaneamente presso la casa circondariale della città lombarda.

Leo ha alle sue spalle una fitta serie di precedenti penali tra cui 416 bis, associazione mafiosa e detenzioni di armi clandestina. A Bergamo aveva obbligo di dimora. Secondo le rivelazioni del pentito Ercole Penna, Gaetano Leo operava per conto della scu a Francavilla Fontana ed era affiliato al clan di Antonio Vitale, lo stesso di "Linu lu Biondu". Leo secondo alcuni pentiti - "opererebbe con propri affiliati anche nella vicina Ceglie Messapica e viene individuato come affiliato alla frangia mesagnese della Scu". Antonio Portolano

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