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Martedì, 28 Maggio 2024
Cronaca

Operazione "Square": due indagati lasciano il carcere, uno torna libero

La decisione del Riesame: domiciliari per due brindisini, obbligo di dimora per un terzo. Dopo l'indagine dei carabinieri, 16 arresti il 30 gennaio

Lasciano il carcere due indagati nell'ambito dell'operazione "Square", che aveva svelato un presunto giro di cocaina a Brindisi. Un terzo indagato torna libero. Il Tribunale del Riesame di Lecce, ieri, 14 febbraio, ha disposto i domiciliari nei confronti dei due brindisini Teodoro D'Agnano (29 anni, difeso dall'avvocato Mauro Durante) e Giovanni Del Monte (43 anni, difeso dall'avvocato Luca Leoci). D'Agnano e Del Monte erano stati condotti in carcere il 30 gennaio, quando i carabinieri brindisini effettuarono 16 arresti (sette persone in carcere e nove ai domiciliari). Torna libero, obbligo di dimora per lui, il 44enne brindisino Francesco Palazzo (difeso dall'avvocato Giuseppe Guastella). Per Palazzo il gip Barbara Nestore del Tribunale di Brindisi aveva invece disposto gli arresti domiciliari.

Non si conoscono ancora le tre motivazioni del Riesame. Per quanto riguarda Teodoro D'Agnano, il suo avvocato - Mauro Durante - nei motivi aveva rilevato innanzitutto che il suo assistito non aveva precedenti specifici. Poi, altro argomento: stando alle accuse contestate all'indagato, quest'ultimo avrebbe presumibilmente movimentato 31 grammi di cocaina. Bene, per il legale, già nella fase di scelta della misura cautelare il gip era nelle condizioni di ipotizzare una eventuale condanna infratriennale. Cioè, non superiore ai tre anni. Durante aveva poi evocato alcuni articoli del codice che, in caso di prognosi di eventuale condanna non superiore ai tre anni, vietano espressamente la custodia in carcere. Il Riesame ha accolto la richiesta del legale brindisino e ha disposto i domiciliari nei confronti dell'indagato.

Tornando all'operazione "Square", l'indagine è stata condotta dalla sezione operativa del Nor della compagnia carabinieri di Brindisi. Ricostruisce una parte dello spaccio di cocaina nel capoluogo adriatico. L'indagine ha cristallizzato vari episodi di acquisto e cessione di stupefacenti, episodi avvenuti tra settembre 2020 - mese in cui è stata avviata l'indagine - e luglio 2021. I soggetti coinvolti sono tutti brindisini. Alcuni sono vecchie conoscenze delle forze dell'ordine, altri no. L'ordinanza di custodia cautelare, 170 pagine ricche di dettagli, è stata firmata dal gip Barbara Nestore del Tribunale di Brindisi. L'inchiesta si basa su metodologie d'indagine tradizionali e tecnologia. I carabinieri ricostruiscono diversi episodi: i rifornimenti, lo stoccaggio e la cessione a terzi. Questi ultimi sono inquadrati dagli inquirenti come presunti pusher, che a loro volta, dopo l'acquisto, cedevano la "bianca" ai clienti.

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