Cronaca Cellino San Marco

Operazione "Trentino": due degli arrestati forniscono la loro versione

Ha ammesso di aver preso parte alla tentata rapina ai danni di un'anziana e di aver acquistato dosi di marijuana ma ha spiegato che non si trattava di una rapina ma di un furto e che la droga l'ha comprata per uso personale. È questa la versione fornita da Stefano Spina 36 anni di Cellino San Marco

CELLINO SAN MARCO – Ha ammesso di aver preso parte alla tentata rapina ai danni di un’anziana e di aver acquistato dosi di marijuana ma ha spiegato che non si trattava di una rapina ma di un furto e che la droga l’ha comprata per uso personale. È questa la versione fornita da Stefano Spina 36 anni di Cellino San Marco arrestato all’alba di martedì scorso dai carabinieri, insieme ad altre sei persone (Giuseppe Cortese, 26 anni, di Cellino San Marco, Ivana Carrozzo, 33 anni, di Cellino San Marco, Stefania Chirizzi, 24 anni, di Cellino San Marco e Gabriele Cucci, 24 anni) perché ritenuto responsabile di detenzione e cessione in concorso di sostanze stupefacenti furto e tentata rapina. Il 36enne, difeso dall’avvocato Francesco Cascione, questa mattina ha affrontato l’interrogatorio di garanzia, fornendo la sua versione dei fatti. Ascoltato anche Gabriele Leuzzi, suo coetaneo, difeso dall’avvocato Rosalba Gatto. Anche lui ha fornito parziali ammissioni. Gli altri arrestati saranno ascoltati domani, venerdì 3 aprile.

I sette sono finiti in manette nell’ambito dell’operazione “Trentitino” avviata dai carabinieri della stazione di Cellino San Marco e dai colleghi della compagnia di Brindisi a gennaio del 2014 dopo che furono esplosi alcuni colpi di fucile davanti l’abitazione della suocera di Leuzzi dove egli era residente. Si scoprì che il 36enne era coinvolto in un giro di spaccio insieme alle altre persone finite in manette e che per procurarsi il denaro per acquistare la droga mettevano a segno furti. Uno anche ai danni del ristorante del cantante Al Bano Carrisi (commesso a ottobre del 2011). In un caso hanno organizzato una tentata rapina a casa di un’anziana dove aveva lavorato come badante una delle ragazze finite in manette. Il colpo non era andato a buon fine per un problema alla serratura. Da quanto hanno accertato i carabinieri Spina e Leuzzi si erano recati a casa della donna armati di pistola e con nastro adesivo e corde. Questa mattina Stefano Spina ha spiegato al gip che le loro intenzioni non erano quelle di compiere una rapina ma un furto. Per quanto riguarda la droga ha spiegato che la acquistava per uso personale e non per rivenderla, essebdo abituale assuntore di stupefacenti. 

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