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Operazione "Vortice-Dejà vu”: torna libero imputato sampietrano

Torna libero Gianluca Candita il 44enne sampietrano arrestato l'11 novembre del 2014 nell'ambito della maxi operazione denominata "Vortice-Dejà vu" condotta dai carabinieri del Ros di Lecce su disposizione della Direzione distrettuale antimafia

SAN PIETRO VERNOTICO – Torna libero Gianluca Candita il 44enne sampietrano arrestato l’11 novembre del 2014 nell’ambito della maxi operazione denominata “Vortice-Dejà vu” condotta dai carabinieri del Ros di Lecce su disposizione della Direzione distrettuale antimafia, che si concluse con l’arresto di 26 persone. Gli indagati erano in tutto 78. Candita a giugno scorso era stato condannato in primo grado, con rito abbreviato, a 14 anni e 8 mesi di reclusione, oggi è stato scarcerato per insussistenza delle esigenze cautelari. La richiesta è stata formulata dai suoi legali, gli avvocati Francesco Cascione (foto a destra) e Cosimo Greco. I reati contestati sono: associazione finalizzata al narcotraffico, tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

Il sodalizio sgominato con l’operazione “Vortice-Dejà vu” era attivo anche nei settori delle estorsioni, dell'usura, dello spaccio di Francesco Cascionestupefacenti e del gioco d'azzardo nonché dedito, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, ad un fiorente traffico internazionale di cocaina, hashish e marijuana. Le sostanze, importate dalla Francia con corrieri a bordo di automezzi, erano gestite da due distinti gruppi: il clan De Tommasi per Campi Salentina e il clan Pellegrino-Notaro per Squinzano, che provvedevano alla commercializzazione al dettaglio e alla loro distribuzione ad altri gruppi operanti nei territori di Lecce, Brindisi e Taranto. Parte dei 'narcoproventi' venivano poi reinvestiti per finanziare un'abusiva attività di "cambio assegni" ed un ingente giro di usura, con l'erogazione di prestiti a vittime che, anche con violenze e minacce, venivano indotte a corrispondere esosi tassi di interesse. Candita, secondo gli inquirenti, gravitava intorno al clan “Pellegrino-Notaro”.

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