Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Opere abusive al confine con l'oasi: il Comune ordina al gestore del "Guna" di demolirle

Il comune di Brindisi ha emesso un'ordinanza di abbattimento delle opere abusive realizzate dal gestore dello stabilimento balneare Guna Beach al confine con la riserva marina protetta di Torre Guaceto, sulla fascia costiera a nord del capoluogo

BRINDISI – Il comune di Brindisi ha emesso un’ordinanza di abbattimento delle opere abusive realizzate dal gestore dello stabilimento balneare Guna Beach al confine con la riserva marina protetta di Torre Guaceto, sulla fascia costiera a nord del capoluogo. Lo stesso un paio di mesi fa aveva presentato ricorso al Tar di Lecce contro il procedimento per l’ampliamento del perimetro dell’oasi finalizzato alla tutela degli habitat naturale: un’iniziativa già approvata nel 2013, con il via libera del ministero dell’Ambiente. 

Oggi, l'amministrazione comunale a imposto all’imprenditore abbandonare l’area e di riportare i luoghi allo stato originario, alla luce dei presunti illeciti commessi. Da quando si apprende da un comunicato del consorzio di gestione dell’oasi, inoltre, “lo stesso gestore, in sede giudiziaria,  ha rinunciato alla sospensiva dei provvedimenti conseguenti al Piano di ampliamento della Riserva chiedendo l’abbinamento al merito”

Il Consorzio di Gestione aveva segnalato al Comune brindisino la presenza di opere difformi rispetto a quanto consento dalla Legge, nel maggio 2015. “Questo perché in sede di un sopralluogo effettuato al confine sud della Riserva – si legge nel comunicato del consorzio - il personale del Consorzio aveva rilevato attività di movimentazione terra e creazione di strade in una zona adiacente alla Riserva naturale”. 

Foto dall'alto dell'area interessata dall'ordinanza di abbattimento delle opere abusive al confine con l'oasi di Torre Guaceto nel 2012-2Come si evince dalle foto a corredo dell’articolo (a destra, una foto aerea dell'area interessata dall'ordinanza scattata nel 2012, in alto, la foto della stessa aera scattata nel 2015, dopo la realizzazione delle presunte opere abusive), l’area in questione “risultava interessata da una profonda trasformazione dei luoghi – spiega il consorzio - con l'eliminazione della vegetazione presente e l'apporto di materiale per il rilevato e la pavimentazione con stabilizzato per la costruzione di nuove strade”. 

Si tratta, secondo il consorzio, di “azioni in contrasto con quanto definito dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (Pptr), adottato con delibera n. 1435 del 2 agosto 2013 e approvato con delibera n. 176 del 16/02/2015”.

Fra l’altro tale sito una zona umida retrodunare, “ha subito negli ultimi anni (il Comune di Brindisi ha messo nero su bianco che l’operatore oggetto dell’ordinanza ha iniziato la sua attività nell’area nel 2007) – prosegue il consorzio - la progressiva distruzione dell'habitat sino a ridursi ad una superficie arata che si inonda nei periodi invernali. Come riportato nel documento inoltrato al Comune di Brindisi, nel novembre 2013 è stato realizzato, inoltre, un canale che connette l'area umida alla costa, come tentativo di drenaggio delle acque superficiali”. 

“E, relativamente alla componente ‘aree umide’, citando l'articolo 65 delle Nta del Pptr, comma 2, si ricordava che non sono ammissibili piani, progetti e interventi  - si legge ancora nella nota del consorzio - che comportano la modificazione dello stato dei luoghi, bonifica e prosciugamento anche se solo temporaneo, variazione improvvisa e consistente del livello dell’acqua”.

A un anno di distanza dalla segnalazione effettuata dal Consorzio, il Comune di Brindisi ha confermato quanto rilevato dall’ente gestore della Riserva e comunicato che procederà con “l’applicazione del danno ambientale di cui alla L.R. 27/01/2015 n.3 ‘Norme per la salvaguardia degli habitat costieri di interesse comunitario’ in quanto in presenza dell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto DM 4/12/1991. Avvio del procedimento di preavviso finalizzato alla revoca della concessione demaniale per inadempienza degli obblighi derivanti dalla concessione”. 

Infine, il Comune ha ordinato: “La demolizione e rimozione con ripristino dello stato dei luoghi di tutte le opere abusive realizzate ed accertate, il tutto previo eventuale provvedimento di dissequestro da parte dell’autorità competente. Le spese saranno a carico del responsabile degli abusi”.    

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