Sabato, 15 Maggio 2021
Cronaca

Opere abusive vicino al Guna Beach? Il fatto non sussiste, gestore assolto

“Il fatto non sussiste”, formula di giustizia per affermare che non ci sono opere abusive accanto al Guna Beach: l’imprenditore brindisino Massimiliano Di Cicco è stato assolto con formula piena dall’accusa che gli era stata mossa dopo un esposto partito nel 2013 e presentato in Procura da uno dei proprietari dei terreni vicini

Massimiliano Di Cicco

BRINDISI – “Il fatto non sussiste”, formula di giustizia per affermare che non ci sono opere abusive accanto al Guna Beach: l’imprenditore brindisino Massimiliano Di Cicco è stato assolto con formula piena dall’accusa che gli era stata mossa dopo un esposto partito nel 2013 e presentato in Procura da uno dei proprietari dei terreni vicini.

La sentenza è stata pronunciata dal Tribunale di Brindisi, in composizione monocratica, e riconosce di fatto le ragioni da sempre sostenute dall’avvocato Annamaria Ciardo, del foro di Lecce, difensore di fiducia di Di Cicco, a cui è pervenuto anche il rappresentante delle pubblica accusa. Tanto è vero che, a conclusione del dibattimento, il pm (onorario) ha chiesto l’assoluzione dell’imputato.

Determinante ai fini della decisione processuale, è stata la documentazione che la difesa ha prodotto nel corso delle udienze dalle quali è emerso che le opere oggetto della contestazione mossa nell’esposto erano state regolarmente autorizzate dagli uffici del Comune di Brindisi, a cui l’imprenditore, in qualità di proprietario di due particelle di terreno, aveva presentato istanza.

Più esattamente, aveva chiesto l’autorizzazione a realizzare una recinzione per delimitare l’area privata che si trova accanto allo stabilimento balneare Guna Beach e altre opere. Ed è emerso che i lavori eseguiti oltre ad essere coperti da autorizzazione, sono stati realizzati in perfetta aderenza con il contenuto del provvedimento rilasciato dal settore Urbanistica e assetto del territorio. 

La vicenda, quindi, è stata chiusa. Resta invece pendente il procedimento scaturito da un esposto firmato dal direttore del Consorzio di gestione dell’Area marina protetta di Torre Guaceto, Alessandro Ciccolella, lo scorso 11 maggio, notificato al Comune di Brindisi e ai vigili urbani, assieme a un album fotografico che si riferisce al “confine Sud della Riserva naturale di Torre Guaceto”.

Secondo il direttore ci sarebbe stata “una profonda trasformazione dei luoghi, con eliminazione della vegetazione presente e progressiva riduzione dell’habitat, azioni in contrasto con il piano paesaggistico territoriale regionale”. “L’area in oggetto, come si evince dalle foto, è stata interessata da una profonda trasformazione dei luoghi, con eliminazione della vegetazione e l’apporto di materiale per il rilevato e la pavimentazione con stabilizzato per la costruzione di nuove strade”, si legge nell’esposto di Ciccolella. “Tali azioni paiono in contrasto con quanto definito nel Piano paesaggistico territoriale regionale adottato con delibera nel 2013  e approvato nel 2015”.

Ciccolella, ha chiesto: “la verifica del rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, essendo l’area ricompresa in un territorio costiero e contermine a un parco, la valutazione di incidenza, uno studio di compatibilità geologica e geotecnica nonché la compatibilità con il piano paesaggistico della Regione Puglia”.

Di Cicco, dal canto suo, di fronte all’esposto ha sempre scosso la testa: “Per quello che ci risulta, la questione riguarda una porzione della nostra proprietà privata che era suolo agricolo seminativo e tale è rimasta, come si legge in questo documento. I luoghi quelli erano e così sono, nessuno ha stravolto niente”.

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