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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Carovigno

Sequestro antimafia. l'opposizione chiede revoca permesso edilizio

Questa mattina i consiglieri comunali di opposizione di Carovigno, appartenenti ai gruppi di Ripartiamo dal Futuro, Pd, Azione Civica e Gruppo Misto, hanno protocollato la richiesta di convocazione del consiglio comunale

CAROVIGNO - Questa mattina i consiglieri comunali di opposizione di Carovigno, appartenenti ai gruppi di Ripartiamo dal Futuro, Pd, Azione Civica e Gruppo Misto, hanno protocollato la richiesta di convocazione del consiglio comunale per discutere sul'adozione di un provvedimento in autotutela a proposito della delibera numero 50 del 26 novembre 2015 che autorizza il cambio di destinazione d’uso del capannone per la stabulazione dei mitili di contrada Scianolecchia in struttura turistico ricettiva.

L’obiettivo dei consiglieri Massimo Lanzilotti, Marzia Bagnulo, Vito Perrino, Francesco De Biasi, Vincenzo Radisi e Carmela Uggenti è "approfondire la discussione al fine di adottare i conseguenti provvedimenti utili a tutelare l'ente e nel caso si ritenesse opportuno revocare la delibera in questione. Tale richiesta si rende necessaria dopo che gli organi di stampa hanno dato notizia del sequestro patrimoniale disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria del capannone per la stabulazione dei mitili sito in contrada Scianolecchia sul territorio di Carovigno".

"Ciò costituisce un fatto grave - secondo la minoranza consiliare - che non può lasciare la politica e le istituzioni di Carovigno indifferenti". Secondo i consiglieri, "è gravissimo che una potente cosca della 'ndrangheta calabrese abbia potuto mettere gli occhi sul nostro territorio. Quanto riportato dai giornali nell’ultima settimana ci lascia sconcertati. Purtroppo un progetto che sembrava volere recuperare uno stabilimento abbandonato, secondo il tribunale di Reggio Calabria era solo un modo per riciclare denaro proveniente da attività illecite”.

Va ricordato a questo punto che l'avvocato della società toccata da uno dei sequestri patrimoniali, la Fa.Com Srl, nega che vi siano rapporti tra la stessa (che ha sede a Bologna) e le persone coinvolte nella misura di prevenzione, e che sarà avanzata istanza di dissequestro nel corso di una udienza prevista per il mese di settembre.

Fatto ancora più grave per i consiglieri "è che le istituzioni locali e il sindaco Brandi tacciano su quanto accaduto. Nemmeno una parola. Silenzio intollerabile. Ci saremmo aspettati una presa di posizione da parte del sindaco Brandi e della maggioranza con la convocazione di un consiglio comunale sulla questione. Che cosa significa tutto questo? Possiamo davvero permettere che Carovigno diventi terra di conquista da parte di chiunque pensi di poter fare quattrini?"

"Dobbiamo interrogarci sulle ragioni per cui il messaggio che ormai sta passando rispetto alla nostra comunità è che sia il luogo dove tutto è possibile. Che Carovigno sia un paese 'in odore di mafia', come di recente ha scritto un noto scrittore. Dobbiamo fare tutto quanto è nelle nostre forze per fare in modo che certi fenomeni vengano debellati”, aggiungono i consiglieri comunali di minoranza. Secondo l’opposizione la mancanza di una idea di città, l'assenza di una programmazione economica e urbanistica (il Pug continua ad essere fermo e si va avanti con il meccanismo delle varianti) "rendono il territorio di Carovigno permeabile a certi fenomeni di infiltrazione".

Per l’opposizione tutta pare a questo punto indispensabile che le istituzioni diano un segnale forte contro questo modo di operare, che si chiarisca quale sia la strada da seguire nell’amministrazione della città. “Non abbiamo dubbi che debba essere quella della trasparenza e della legalità. Solo questi principi possono costituire gli anticorpi rispetto a certi terribili morbi che porterebbero alla distruzione di una comunità ed territorio vessati già da decenni".

"È per questi motivi che noi consiglieri di opposizione abbiamo protocollato la richiesta di convocazione del consiglio comunale. Per discutere su quanto accaduto e per adottare tutti i provvedimenti, in autotutela, che si renderanno necessari in merito alla delibera in oggetto. Vedremo se il sindaco Brandi e la sua maggioranza vorranno percorrere la stessa strada.”

                                                                                                                              

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