Cronaca

Mensa scolastica: tracce sospette di muffa, opposizioni contro Markas

Prese di posizione di Brindisi Bene Comune, Sinistra per Brindisi, Pd e Movimento 5 Stelle. Chiesto lo scioglimento del contratto e l'autodeterminazione dei genitori sulla possibilità di portare il pasto da casa

“Ancora problemi con il servizio della mensa scolastica assegnato alla Markas. Dopo la vicenda dei vermi nella minestra oggi arriva la notizia della pasta con la muffa. Queste notizie insieme alla vertenza aperta dai lavoratori con la riduzione dell’orario di lavoro sono più di un campanello di allarme”.

Lo dicono i consiglieri comunali Riccardo Rossi e Giuseppe Cellie del gruppo Brindisi Bene Comune – Sinistra per Brindisi, a proposito delle tracce sospette rilevate oggi nel refettorio della scuola Livio Tempesta, in un piatto di orecchiette di una bambina.

“Per questo venerdì mattina depositeremo la richiesta di una convocazione urgente di una conferenza dei capigruppo nella quale il sindaco, l’assessore al ramo e i dirigenti del Comune possano riferire sulla qualità del servizio e sulla vertenza dei lavoratori”, concludono Rossi e Cellie.

All’attacco contro Markas il consigliere comunale del Pd Antonio Elefante: “La Markas non offre le garanzie che meritano gli studenti ed i lavoratori di Brindisi. E' ora che l'amministrazione assume seri provvedimenti e provveda a sollevare l'azienda dal servizio”, è l’opinione di Elefante.

“Non serviva il dono della veggenza per capire quello che era sotto gli occhi di tutti da tempo. Noi del Partito Democratico lo avevamo detto in tempi non sospetti, lo abbiamo ripetuto- aggiunge Elefante -  poco più di un mese fa e abbiamo posto il problema nelle sedi opportune presentando ben due istanze:  un'interrogazione urgente che la maggioranza non ha accolto ed un ordine del giorno che la maggioranza ha respinto”.

“Avevano ragione i tanti genitori e i lavoratori dell'azienda che ci esortavano a sollevare il problema. Avevamo ragione noi a chiedere di adottare provvedimenti verso una ditta deficitaria sia sotto il profilo del servizio che su quello dei diritti dei lavoratori. Purtroppo non ci hanno ascoltato. E sottolineiamo purtroppo, perché sulla pelle dei bambini e dei lavoratori non si scherza”, sostiene Elefante, chiedendo lo scioglimento del contratto con la Markas.

Stefano Alparone ed Elena Giglio, consiglieri comunali del M5S, puntano sul riconoscimento ai genitori di decidere di far consumare ai bambini un pasto portato da casa. “Oggi in meno di un mese il secondo allarmante episodio inerente il servizio mensa che ha come protagonista la ditta Markas. Dopo il millepiedi nei tortellini oggi è stata la volta delle ‘orecchiette alla muffa’, tutto questo si somma ai vari reclami da parte dei genitori per un servizio giudicato non all’altezza”, dicono.

“Riteniamo che la sindaca debba immediatamente procedere alla risoluzione del contratto e procedere nel più breve tempo possibile a riassegnare il servizio. Queste cadenzate criticità igienico sanitarie che stanno colpendo un settore delicatissimo quale è il servizio della mensa scolastica, necessitano di un intervento immediato che consenta alle famiglie di poter tamponare la situazione e nel contempo non stravolga le abitudini dei bambini, nonché la difficile gestione, per i genitori, di non poter, per incompatibilità con gli impegni lavorativi, andare quotidianamente a prendere i propri figli a scuola per farli mangiare a casa”.

Secondo Alparone e la Giglio, è giusto che “anche in virtù della Sentenza numero 1049/2016 del 19 aprile 2016 e depositata il 21 giugno 2016, della Corte d’Appello di Torino, ai bambini si debba concedere la possibilità di poter portare il pranzo da casa e quindi consumarlo nella struttura scolastica”

“Riteniamo però, che nel caso specifico che riguarda Brindisi, dove la questione mensa travalica la questione di merito rientrando in una problematica di carattere igienico sanitario, la sindaca debba, a tutela soprattutto della salute dei bambini ma anche per venire incontro alle esigenze dei genitori, emettere rapidamente un ordinanza per consentire ai genitori di decidere, per il momento, se far consumare ai bambini un pasto preparato a casa all’interno delle strutture scolastiche. L’Ordinanza sarebbe utile, secondo noi, anche ai Dirigenti Scolastici che non sarebbero lasciati soli a gestire una problematica così delicata”, concludono i consiglieri del M5S.

“L’ordinanza dovrebbe essere temporanea e limitata, nell’auspicio di sanare le criticità sin qui emerse rapidamente rinviando a dopo la discussione, che già avviene in altre città d’Italia, sugli scenari nati dopo la sentenza della Corte d’Appello succitata”.

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