Cronaca

Ora la politica deve volare alto e la città va restituita ai suoi cittadini

Sarabanda mediatica per l'arresto di Mimmo Consales e altri. Inflazione de "io ve lo avevo detto", i "sono tutti uguali" e "a ca lu sapeva iu?" Per non dire delle "fanfare degli onesti" che son qui a pontificare di morale e a stracciarsi le vesti urlando chi al tradimento e chi all'untore

A memoria e per memoria.

Sarabanda mediatica per l'arresto di Mimmo Consales e altri. Inflazione de "io ve lo avevo detto", i "sono tutti uguali" e "a ca lu sapeva iu?" Per non dire delle "fanfare degli onesti" che son qui a pontificare di morale e a stracciarsi le vesti urlando chi al tradimento e chi all'untore. Satira sulla questura e la magistratura come è giusto che sia, ricostruzioni sulla personalità del "mostro", dichiarazioni di ipergarantisti e tutta la accozzaglia che in questi casi si aggruma per vendere una copia, per una comparsata in TV e qualche citazione alla radio.

Un po' come Marino (che però era immacolato). Roma aveva mille problemi, dalle buche ai tassinari. Finito Marino i mille problemi son li.
Arrestato Consales il problema dei rifiuti resta, e c'era anche prima di Consales per chi se lo fosse dimenticato, quando i netturbini sostavano vicino al comune, quando le buste paga venivano confezionate chissà dove e chissà come sotto l'occhio spento di tutti: dai sindacati alle istituzioni.
E adesso tutti alla ricerca di una "nuova possibilità" per cercarsi un posto al sole, una raccomandazione, un favore, una prebenda, una piccola tangente.

Ho letto di "4 sindaci finiti in galera" nelle ricostruzioni della stampa locale. Uno di questi è Pino Marchionna. Assolto da ogni imputazione e attualmente gratificato da un importante incarico alla Regione. Va detto. Non ho letto di consiglieri e assessori incappati nelle maglie della giustizia che pure ci sono stati ma, forse, si sono dimenticati. Ritorna il costume delle grida. Di molti, troppi, anche quelli che dovrebbero avere il buon gusto di tacere.

Avevo detto che non avrei fatto reprimende su questa vicenda e non le farò. Ci saranno processi e conclusioni processuali, saranno riconosciuti meriti e colpe, assegnate scuse e sanzioni. Ma la politica deve volare alto, deve ricominciare ad essere guida di un popolo e non coda trascinata alla ricerca di consensi.

E non è vero affatto che "Brindisi è malata" e che "so tutti figghi ti cane". Brindisi sa parlare ed è anche molto chiara, sono coloro che dovrebbero ascoltare che non sentono perché non vogliono sentire. E sono pronti a cercare "uomini di paglia" da usare come Masanielli, fazzoletti klenex da usare e gettare facendo leva sulle piccole miserie umane, sulle fragilità, sui punti deboli.

Era il sei maggio 2012 quando la città si liberò della amministrazione di Mennitti. Essa passò al secondo Mimmo, allievo del primo ma con una caterva di debiti e con molto più pelo sullo stomaco. Laboratorio brindisino lo chiamarono, minestrone d'ogni verdura. Lasciava fuori la destra e la sinistra perché avevano posizioni chiare e, giustamente, inconciliabili. La destra unita e la sinistra, come per tradizione, frantumata. E Mimmo Consales a portar la bandiera dei fenomeni del tempo che dovevano prendere in mano le sorti del mondo. Sappiamo come è andata a finire.
Una coalizione infinita dietro Consales: PD (8367), Noi Centro (4392), Unione di Centro (4080), PRI (3191), Progettiamo Brindisi (2931), SEL (2686), API (2448), Verdi (172). Quelli fra parentesi sono i voti, in totale fanno 28267, il 57,73%. Vittoria schiacciante al primo turno.

Hanno parlato i brindisini? E sono stati molto chiari visto che i voti per Mimmo Consales sindaco sono stati 26938, unico candidato sindaco che ha preso meno voti della coalizione che lo sosteneva. 

Chi doveva ascoltare non ha ascoltato, ha preferito giocare in piccole congiure di palazzo che garantivano qualche reddito politico da sottogoverno.
Ora si passa al secondo tempo. Sperando che questo ennesimo secondo tempo sia capace di avere una "visione di Brindisi", di coinvolgere in questa visione le teste più fertili e di restituire alla città e ai suoi cittadini, dal più umile al più facoltoso, la voglia di dire a voce alta: "Io sono di Brindisi!!!"

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