Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Piazza Michelangelo Merisi Caravaggio

Ordigno al Sant'Elia, il presunto attentatore aveva una mano fasciata: arrestato

Grazie a una stecca alla mano, è stata individuata e arrestata una delle due persone presumibilmente coinvolte nell'attentato dinamitardo verificatosi nella tarda serata dell'1 maggio a piazza Caravaggio, al rione Sant'Elia, quando un'esplosione distrusse la Volskwagen Polo di un brindisino già noto alle dell'ordine. In manette è finito Fabio Sciarra, 33 anni

BRINDISI – Grazie a una stecca alla mano, è stata individuata e arrestata una delle due persone presumibilmente coinvolte nell’attentato dinamitardo verificatosi nella tarda serata dell’1 maggio a piazza Caravaggio, al rione Sant’Elia, quando un’esplosione distrusse la Volskwagen Polo di un brindisino già noto alle dell’ordine. In manette è finito Fabio Sciarra, 33 anni di Brindisi. L’uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Brindisi, Giuseppe Licci, su richiesta del pm Valeria Farina Valaori. Il reato contestato è di detenzione e porto di ordigni esplosivi e di danneggiamento aggravato.

IL VIDEO DELL'ATTENTATO

Sciarra è stato identificato dai poliziotti della Squadra mobile di Brindisi al comando del vicequestore Alberto Somma. Decisive si sono rivelate le immagini riprese dalle telecamere presenti in zona. Fin dal primo momento, grazie anche alle indicazioni fornite dai vigili del fuoco intervenuti per Il luogo dell'attentato in piazza Caravaggio-3spegnere l’incendio, si risalì alla natura dolosa del rogo. Lo scoppio che distrusse il veicolo, del resto, venne sentito distintamente in tutto il quartiere. Da quanto appurato dalle forze dell’ordine, la deflagraione, propagandosi nel raggio di oltre 30 metri, avrebbe potuto uccidere chiunque si fosse trovato nelle vicinanza, vista l’enorme potenzialità dell’ordigno utilizzato.

Vennero subito acquisite, quindi, le immagini degli impianti di videosorveglianza. Emerse immediatamente che ad agire, “con determinazione e sfrontatezza”, furono due individui, entrambi con volto coperto da passamontagna. Uno di questi, però, commise l’impudenza di sfilarsi il passamontagna. E poi c’era un altro particolare che balzò all’occhio degli investigatori: la mano sinistra fasciata da una steccatura.

A partire da questo elemento e da un attento esame delle fattezze fisiche del sospettato, confrontate con le persone che in quel periodo avevano lo stesso tipo di lesione, i poliziotti sono giunti sulle tracce di Sciarra, già noto alle forze dell’ordine. Due tasselli, adesso, mancano all’appello: l’identità del complice; il movente dell’attentato. La Mobile potrebbe presto chiarire anche questi aspetti. 

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