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Ordigno bellico nel porto interno, via alle operazioni di brillamento

Oggi e domani al lavoro subacquei e incursori per la bonifica dello specchio d’acqua antistante la banchina Dogana

BRINDISI – Almeno due giorni di lavoro, oggi e domani, per far brillare l’ordigno bellico e alcuni proiettili, sempre risalenti all’ultimo conflitto mondiale, trovati lo scorso 11 aprile nello specchio d’acqua antistante la banchina Dogana nel porto interno di Brindisi.

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Le operazioni di bonifica

Le operazioni di messa in sicurezza dell’area, partendo dal tratto di lungomare che si trova in corrispondenza della banchina, e quelle successive di disinnesco sono state previste a partire dalle 9 di oggi e sino alle 15. Con prosecuzione domani, salvo ulteriori necessità, anche in relazione alle condizioni meteo-marine.

Per consentire lo svolgimento delle attività, la Capitaneria di porto ha “interdetto alla navigazione e alla sosta navi e imbarcazioni in genere, così come qualsiasi attività subacquea e di superficie e ogni altra connessa ai pubblici usi”.  Ha, inoltre, stabilito “l’obbligo a tutte le unità in transito, in prossimità dello specchio d’acqua, di prestare la massima attenzione affinché non venga intralciato lo svolgimento delle operazioni”.

Infine, è “vietato a qualsiasi unità navale di avvicinarsi al convoglio a meno di 50 metri, durante il trasferimento dei residui bellici dai punti di ritrovamento a quello di brillamento”. L’ordinanza è stata firmata dal comandante, Salvatore Minervino per permettere il lavoro del raggruppamento dei subacquei e degli incursori di La Spezia e garantire, allo stesso tempo, “sicurezza della navigazione tutela della vita umana in mare”.

Il ritrovamento

La scoperta dell’ordigno risalente al periodo della Seconda guerra mondiale è avvenuta durante i lavori di consolidamento della banchina dogana del porto interno di Brindisi, aggiudicati in via definitiva alla società  ad opera della ditta Sub Technical Edil di Mola di Bari (Stes srl).

L’ultimo ritrovamento analogo a Brindisi, nel porto interno, risale al 28 gennaio scorso. Anche in quella occasione venne disposta l’interdizione dell’area per consentire le operazioni di brillamento.

Stando alle disposizioni comunicate alla Capitaneria, l’ordigno sarà imbragato e portato a rimorchio in una zona in alto mare, contraddistinta da precise coordinate stabilite dall’autorità marittima. Una volta raggiunto il punto, ci sarà l’immersione dei tecnici esperti per il brillamento secondo tecniche consolidate in grado di preservare l’ecosistema marino”.
 

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