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Cronaca San Michele Salentino

Accusato di aver ucciso la madre: "Personalità violenta, può ripetere fatti analoghi"

Donna trovata carbonizzata in casa, il gip: "Incendio appiccato dal figlio al fine di provocare la morte della madre o per eliminare eventuali prove della precedente uccisione"

SAN MICHELE SALENTINO – Gli inquirenti ritengono che l’incendio sia stato appiccato da lui. La cosa da capire è se lo abbia fatto “al fine di provocare la morte della madre o per eliminare eventuali prove a suo carico della sua precedente uccisione”. Questo il dubbio sollevato dal gip del tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nella giornata di venerdì (22 settembre) a carico del 47enne Alberto Villani, di San Michele Salentino, accusato di aver ucciso la madre, la 71enne Cosima D’Amato, il cui cadavere carbonizzato è stato rinvenuto la notte fra il 19 e il 20 settembre all’interno dell’abitazione in uso al figlio in contrada Augelluzzi, nelle campagne di San Michele Salentino.

Oltre ai reati di omicidio volontario e incendio doloso, già contestati dal pm Alfredo Manca nel provvedimento di fermo di indiziato di delitto notificato la sera del 20 settembre all’indagato, nella misura cautelare firmata dal gip viene contestata anche la violazione del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla madre che gravava sul conto del 47enne dallo scorso 15 febbraio, in sostituzione della precedente misura degli arresti domiciliari, per maltrattamenti (reato poi riqualificato in stalking) nei confronti della pensionata.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Nor della compagnia di San Vito dei Normanni al comando del capitano Vito Sacchi e del tenente Alberto Bruno. I militari hanno acquisito le immagini riprese dalle telecamere di una farmacia e di un centro scommesse situati nel centro di San Michele Salentino, nei pressi dell’abitazione in cui viveva la madre, in via Cavour. Grazie a quei filmati gli investigatori hanno ricostruito i movimenti di madre e figlio fra il primo pomeriggio e la tarda serata del 19 settembre.

Gli spostamenti ripresi dalle telecamere

Intorno alle ore 15.21 gli occhi elettronici inquadrano Villani mentre, alla guida della Fiat Panda di proprietà della madre, raggiunge la casa in via Cavour, dove si trovava Cosima D’Amato. Poco dopo la 71enne esce dall’abitazione e sale a bordo dell’auto. Prima di allontanarsi con la madre, Villani pare scatti una foto al prospetto dell’immobile. Quel pomeriggio, in contrada Augelluzzi, era in programma un incontro con un geometra, per la cessione della villetta. Ma il professionista, ascoltato dai carabinieri, ha riferito che né il figlio né la madre hanno risposto ai suoi tentativi di chiamata per informarli che l’appuntamento era saltato. 

Poco dopo le ore 17 una donna citofona a casa dell’anziana, senza ottenere risposta. Alle 22.23 Villani, sempre alla guida della Panda, raggiunge l’appartamento in via Cavour. L’uomo, da quanto emerge dall’ordinanza, barcollava e indossava degli abiti diversi (un paio di slip, una felpa e un paio di calzini) da quelli che indosserà più di un’ora dopo, all’esterno della sua villetta in contrada Augelluzzi, mentre l’immobile veniva devastato dalle fiamme.

E’ un vicino, intorno alle ore 23.35, a chiedere l’intervento dei vigili del fuoco tramite il 115, su richiesta di Villani. Lui non poteva farlo perché aveva lasciato il telefono cellulare all’interno dell’abitazione. Quando i pompieri arrivano sul posto, spengono il contatore prima di procedere alle operazioni di spegnimento. “Ciò consente di sostenere – scrive il gip – che l’incendio non è stato causato da corto circuito dell’impianto, posto che altrimenti il contatore si sarebbe staccato autonomamente”.

L'incendio

In quei concitati momenti, Villani, “in evidente stato di ebbrezza alcolica”, riferisce ai vigili del fuoco che in casa non si trovava nessuno. Dopo il rinvenimento del cadavere nel soggiorno/ingresso (le fiamme sarebbero partite dalla camera da letto) il 47enne riferisce di aver ipotizzato che la madre si fosse recata a piedi presso la sua abitazione in via Cavour, distante da lì circa due chilometri. Ma gli inquirenti non gli credono.

Sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori, si ritiene infatti che sia stato Villani ad appiccare il fuoco “in un intervallo temporale – si legge nell'ordinanza - che appare ragionevole collocare dopo le ore 22.31 (quando si è allontanato dall’abitazione della madre in via Cavour) e prima delle ore 23,45 (quando si è presentato in mutande a casa del vicino chiedendogli di contattare i vigili del fuoco)”. 

Il pericolo di reiterazione

Difeso dall’avvocato Bartolo Gagliani, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere sia davanti al pm, presso la caserma dell’Arma di San Vito dei Normanni, che davanti al gip, nell’ambito dell’interrogatorio di convalida del fermo che si è svolto venerdì. Il giudice non ha convalidato il fermo per insussistenza del pericolo di fuga ma ha contestualmente emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. “La gravità dei fatti commessi – si legge nel provvedimento – consente di ritenere concreto ed attuale il pericolo di reiterazione di fatti analoghi, soprattutto se si considera che Villani ha una personalità violenta e aggressiva”.

Il giudice ricorda i precedenti a carico del 47enne per una serie di reati, fra cui maltrattamenti in famiglia ed evasione. “I gravissimi fatti di violenza fisica commessi nel recente passato da Villani – scrive ancora il pm – ai danni della madre e del suo compagno (deceduto nel 2022) e le esplicite minacce di morte formulate alla madre sino a un recente passato, offrono una sinistra chiave di lettura ai fatti oggetto del presente procedimento e contribuiscono a descrivere il drammatico contesto in cui tali fatti sono maturati”.

Nella giornata di lunedì (25 settembre), intanto, il medico legale Domenico Urso effettuerà l’autopsia sul corpo della 71enne. L’esame consentirà di chiarire le cause del decesso, sciogliendo il dubbio posto dal gip di cui sopra. 

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