Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Organizzò la rapina ai danni del marito benzinaio: nei guai una brindisina

Oltre a orchestrare il tentativo di rapina ai danni del marito, avrebbe anche minacciato il malcapitato di eventuali ritorsioni, se non avesse ritirato le accuse contro i complici. Ci sarebbe una 40enne originaria di Brindisi, da quanto appurato dagli investigatori, dietro alla brutale aggressione subita il 31 gennaio del 2014 da un benzinaio di Todi

BRINDISI – Oltre a orchestrare il tentativo di rapina ai danni del marito, avrebbe anche minacciato il malcapitato di eventuali ritorsioni, se non avesse ritirato le accuse contro i complici. Ci sarebbe una 40enne originaria di Brindisi, da quanto appurato dagli investigatori, dietro alla brutale aggressione subita il 31 gennaio del 2014, esattamente un anno fa, dal dipendente di un’area di servizio di Pantalla di Todi (Perugia), braccato e malmenato mentre si apprestava a versare l’incasso della giornata in un istituto di credito del posto.

Nel giro di poche ore, i carabinieri della locale compagnia fermarono i banditi. Erano tre brindisini, tutti residenti al rione Sant’Elia:  F.G., 41 anni, R.T., 42 anni, e V.N., 37 anni, già noti alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio. Stando agli elementi raccolti negli ultimi mesi dai militari del Norm di Todi, fu la consorte della vittima a istigare i rapinatori. La donna avrebbe fornito ai malviventi delle informazioni essenziali sugli spostamenti del marito, che all’epoca dei fatti era stato momentaneamente allontanato dalla tetto coniugale. Inoltre avrebbe fornito supporto logistico ai malviventi, ospitandoli nella sua abitazione.

I fatti. I banditi, giunti sull'obiettivo a bordo di un'utilitaria, si appostarono nei pressi di una banca di Pantalla di Todi. Sapevano che da un momento all'altro sarebbe arrivato il dipendente di un'area di servizio situata nelle vicinanze, con una borsa contenente l'incasso della giornata. Alla vista del benzinaio, due rapinatori scesero dal veicolo e tentarono di immobilizzare l'uomo, colpendolo con violenza.

Ma i malviventi non riuscirono a impossessarsi del denaro perché la vittima, aiutata anche da altre persone intervenute in suo aiuto, oppose una tenace resistenza. Vista la male parata, i brindisini tornarono a bordo della macchina condotta dal complice e fuggirono per le vie limitrofe. La fuga, però, durò poco. I carabinieri, infatti, grazie anche alla collaborazione di un testimone, riuscirono a bloccare i fuggitivi nel centro di Marsciano.

Nel corso della perquisizione veicolare e personale, poi, vennero recuperate alcune fascette da elettricista di cui presumibilmente i balordi si sarebbero dovuti servire per immobilizzare la vittima. Tutti e tre vennero condotti presso il carcere di Spoleto con le accuse di concorso in tentata rapina aggravata e lesioni personali.

Ma per il benzinaio fu l’inizio di un incubo. La donna, infatti, dopo l’arresto dei tre rapinatori, l’avrebbe minacciato di abbandonarlo e di sottrargli i loro due figli, costringendolo a ritrattare le accuse contro i complici messe a verbale in caserma. Se non si fosse piegato alle richieste della donna, l’uomo avrebbe subito vendette trasversali da parte dei famigliari della donna, che stando alle minacce proferite dalla moglie appartenevano alla criminalità organizzata e non si sarebbero fatti scrupolo neanche di fare del male ai loro figli. 

Il gip di Spoleto, dunque, su richiesta del pubblico ministero, ha disposto nei confronti della brindisina il provvedimento dell’obbligo di dimora nel comune di Marsciano, con la prescrizione di rincasare entro le ore 21 e di non uscire prima delle ore 9. A suo carico grava l’accusa di concorso nei delitti aggravati di tentata rapina, lesioni personali e violenza privata,

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