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Cocaina da canali calabresi e baresi: il ruolo centrale di Oria

Un gruppo operante in paese si riforniva da un sodalizio operante a Martina Franca. Una bancarella di frutta e una rivendita di legna le basi logistiche

Dai canali calabresi e baresi a Oria, passando per Martina Franca. “Mercante in fiera” è una vasta operazione antidroga dei carabinieri di Taranto. Gli inquirenti hanno delineato ed elencato in maniera certosina numerosi episodi di rifornimento e cessione di sostanze stupefacenti, perlopiù cocaina. Un gruppo di Martina Franca provvedeva all'approvvigionamento, per poi smerciarla agli oritani, i quali poi la giravano a un altro gruppo operante a San Marzano di San Giuseppe, nel Tarantino. La cocaina, come le celeberrime briciole di Pollicino, ha lasciato tracce, tracce seguite dagli investigatori coordinati dal pm della Dda di Lecce Milto Stefano De Nozza. Il quadro probatorio ha portato all'esecuzione di un'ordinanza applicativa di misure cautelari restrittive, emesse dal gip di Lecce, Cinzia Vergine, nei confronti di 22 soggetti: 13 in carcere, 7 agli arresti domiciliari e 2 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Contestualmente, nei confronti di alcuni degli indagati, vengono eseguiti sequestri preventivi di beni di varia natura del valore complessivo di circa 500mila euro. Sono 34 in tutto gli indagati. In carcere sono stati condotti: Giangaspare Argentina, di San Marzano di San Giuseppe; Massimo Assanti, di Oria; Pietro Francesco Brescia, di Martina Franca; Manuel Camassa di Martina; Martino Camassa di Martina; Sergio Capilunga di Oria; Daniele Coretti di Taranto; Salvatore Crisafulli di Firenze; Emmanuela Lupoli di Martina; Luigi Marrella di Erchie; Antonio Ruggiero di Oria; Angelo Soloperto e Francesco Soloperto entrambi di San Marzano di San Giuseppe. 

Le strade percorse dalla cocaina, a bordo di autovetture modificate con doppio fondo, sono state ricostruite dagli investigatori, in una lunga indagine, dal 2017 a oggi. I canali di approvvigionamento sono calabresi – in particolare un uomo non meglio identificato definito “compare” – e del Barese. Poi a Martina Franca, secondo gli inquirenti, operava un'associazione che si occupava di smerciare in tutta Italia lo stupefacente. In particolare, sono molti gli incontri individuati dai carabinieri tra il gruppo di Martina e un altro di Oria. Nel comune tarantino il presunto sodalizio è a conduzione familiare. C'è il padre – il 52enne Martino Camassa –, il figlio di 32 anni, Manuel Camassa e la sua compagna Emmanuela Lupoli, di 45 anni. Dopo gli approvvigionamenti, la droga partiva dalla tranquilla città del Tarantino – che non conosce contesti criminali di rilievo – per irradiarsi non solo nella provincia e nel Brindisino, ma anche in altre parti d'Italia, come Firenze e Potenza. 

In mezzo c'è Oria. Il paese riveste un ruolo centrale, come emerge dall'ordinanza di custodia cautelare: sarebbe stata operativa un'organizzazione finalizzata a smerciare lo stupefacente. A capo ci sarebbero Massimo Assanti (50 anni), Sergio Capilunga (52 anni) e il 48enne Antonio Ruggiero. Per gli inquirenti costoro sarebbero i vertici dell'associazione. Poi altri due indagati si sarebbero occupati del trasporto, dopo l'acquisto a Martina Franca dal gruppo Camassa. E da qui lo stupefacente sarebbe passato a San Marzano di San Giuseppe per la successiva rivendita al gruppo Soloperto. Due degli indagati avrebbero avuto la disponibilità di armi. Le basi operative vengono individuate dagli investigatori: si tratterebbe di una bancarella della frutta e di una rivendita di legna, entrambe a Oria. Ma il gruppo di Oria non avrebbe trattato solo cocaina, ma anche hashish e marijuana. A custodire lo stupefacente ci pensava un personaggio non meglio identificato. Sono tanti i dialoghi intercettati dagli investigatori. Spesso emerge il timore di essere sotto controllo. Timore che si concretizzerà il giorno dell'arresto, il 15 dicembre 2020, con il blitz a opera di circa 170 militari, tra cui unità antidroga del nucleo Cinofili di Modugno, un contingente dello squadrone eliportato Cacciatori “Puglia”, e un velivolo ad ala rotante del sesto elinucleo di Bari Palese.

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