Cronaca

Ladri di ossa a Forte a Mare fanno scattare un falso allarme

Ladri di ossa umane al Castello Alfonsino, e una telefonata mette in allarme la polizia. E’ accaduto nel pomeriggio attorno alle 16, quando è giunta in questura la segnalazione della presenza di resti sospetti ai piedi del vecchio faro di Forte a Mare

BRINDISI – Ladri di ossa umane al Castello Alfonsino, e una telefonata mette in allarme la polizia. E’ accaduto nel pomeriggio attorno alle 16, quando è giunta in questura la segnalazione della presenza di resti sospetti ai piedi del vecchio faro di Forte a Mare, in cima al torrione principale. Sul posto sono intervenute subito due volanti, i cui equipaggi hanno dovuto attendere che il custode di turno aprisse il cancello di accesso all’Isola di S. Andrea, al termine della Diga di Bocche di Puglia, per accedere sino al castello. Poco dopo è giunta una pattuglia della Squadra mobile con il dirigente Alberto Somma.

forte a mare - le ossa-2

Non ci è voluto molto per accertare che quei frammenti di cranio, mandibola, femori, parti di bacino eccetera non erano appartenute ad esseri umani deceduti in tempi recenti, bensì a qualcuno morto secoli addietro e sepolto nell’ossario comune del forte, che è sempre rimasto lì, murato ma mai vuotato sino ai giorni nostri. In effetti, la polizia ha accertato che per accedere alla parte della grande massa di resti che si trova addossata ad una delle pareti, basta praticare un foro dalla parte esterna del muro.

forte a mare - la polizia (4)-2Così ha fatto qualcuno, prima di portarsi dietro le ossa sino in cima alla torre, dove si trovano ancora una sede (depredata dai ladri come il resto di Forte a Mare) dell’Avvisatore Marittimo, nonché il faro degli anni Trenta in attesa di smontaggio, fatto di metalli che possono fare gola ai ladri di rame. La ragione per cui le ossa siano state portate lassù dopo essere state estratte dal buco individuato dai poliziotti, non si sa. Certo è che Forte a Mare malgrado i tre guardiani assunti dalla Soprintendenza , uno per turno, continua ad essere penetrabile.

La presenza dell’ossario nel Castello Alfonsino ricorda che il luogo oltre che fortezza al centro di vari tentativi di conquista (ma riuscirono solo i francesi in epoca napoleonica) , e quindi di combattimenti, era stato base e casa della guarnigione spagnola, e prima ancora di quelle di altri dominatori della città e della regione, monastero e anche lazzaretto e luogo di quarantena.

Epoche in cui i morti si seppellivano non nei cimiteri, ma attorno alle chiese o nei sotterranei delle stesse, dotate di cripte. Anche a Forte a Mare ce n’era una abbastanza grande. Non si sa bene se sia stata utilizzata perle vittime di qualche pestilenza in città, anche se risulta difficile immaginare il trasporto di centinaia di cadaveri infetti dall’abitato ad un’isola fuori dal porto, come era appunto quella di S. Andrea.

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