Cronaca

Il waterfront di Brindisi, la parte più bella della città vista da un lettore

Tutti abbiamo ancora negli occhi lo stupore e la meraviglia di quando per la prima volta abbiamo attraversato il "nuovo" lungomare Regina Margherita. Le palme, le chianche bianche, la sensazione di avere a disposizione spazi molto più grandi rispetto al passato, grazie ad una migliore organizzazione degli stessi ed alla eliminazione di "ferraglie" varie

Tutti abbiamo ancora negli occhi lo stupore e la meraviglia di quando per la prima volta abbiamo attraversato il "nuovo" lungomare Regina Margherita. Le palme, le chianche bianche, la sensazione di avere a disposizione spazi molto più grandi rispetto al passato, grazie ad una migliore organizzazione degli stessi ed alla eliminazione di "ferraglie" varie.

Anche la nuova illuminazione artistica, seppur criticata sin da subito per la scarsa luminosità dei led installati, ricopriva il lungomare di eleganza, grazie a faretti che illuminavano le palme, a strisce di led sulla pavimentazione ed a luci di servizio lungo tutta la banchina. Un senso di ammirazione e di orgoglio per cotanta bellezza ci ha pervaso cuore ed anima, facendoci sperare che Brindisi ora avrebbe potuto disporre di un fiore all'occhiello su cui puntare per richiamare nella nostra città migliaia di turisti attirati da tanta bellezza.

Una suggestiva immagine della barche all'ormeggio (Ph Andrea Carloni)Il waterfront - A distanza di 3 anni da quel giorno, proviamo a tracciare un bilancio, non solo riguardante Viale Regina Margherita, ma in generale sul nostro Waterfront. Dicevamo del lungomare... sull'onda dell'entusiasmo sono sorti nel primo anno tre nuovi locali, ovvero l'Experience, la cioccolateria Bernardi ed il wine bar Numero Primo di Rubino. Nuovi e vecchi locali hanno subito deciso di riempire il lungomare di sedie, tavolini ed "ombrelloni" di colore bianco, rendendo lo stesso ancora più gradevole visivamente.

Grazie a questa ritrovata piazza d'acqua si è potuto puntare su nuovi grandi eventi, che hanno attirato a Brindisi decine di migliaia di visitatori. Basti pensare alla tappa Mondiale di motonautica, ad una serie di concerti e spettacoli che intrattengono d'estate i fruitori, ai Sapori del Mediterraneo, al Medieval fest, al Salone della nautica, al maggiore risalto acquisito dalla Regata Brindisi-Corfù. Insomma da maggio a ottobre Brindisi ora gode di un passeggio degno della sua bellezza. Purtroppo, oltre alle elencate luci, si intravedono sempre più evidenti ombre...

D'estate, quindi, Brindisi è oramai frequentata quotidianamente da turisti, avventori dalle zone limitrofe e brindisini che hanno riscoperto il gusto di una passeggiata sul porto. Ma qual è la situazione da ottobre fino all'arrivo delle prime belle giornate? In autunno ed in inverno purtroppo il lungomare assume le sembianze di una tundra siberiana. Tale stato di cose ha portato alla minaccia di "levare le tende" da parte dei proprietari dei vari locali.

Infatti Bernardi prima e Rubino poi, hanno pubblicamente dichiarato che così non si può andare avanti e Bernardi soprattutto ha espresso le volontà di chiudere a fine estate. Anche il "colosso" Bar Betty ha annunciato la necessità di procedere a licenziamenti del personale. Tutto ciò non fa altro che mortificare gli sforzi compiuti da tutti per ridare lustro alla città ed attivare un processo economico virtuoso che potesse dare una boccata di ossigeno all'asfittica economia locale.

I faretti spenti sul lungomare-2Desertificazione invernale - Le cause di tale desertificazione, a mio avviso, sono addebitabili principalmente a due fattori. Il primo risiede nella connaturale esposizione della città ai forti venti di tramontana e maestrale. Ciò rende proibitivo il passeggio d'inverno anche per i più temerari cittadini e forestieri. Tuttavia anche tale condizione può essere migliorata, se solo i proprietari dei locali si industriassero, come avviene in altre zone d'Italia ben più fredde, e dotassero i propri locali di gazebo o di altre strutture chiuse riscaldate, in modo da permettere ai clienti di godere della vista del porto in tutto comfort anche nei mesi in cui il forte vento sferza la città.

Un'altra proposta che mi sento di avanzare, seppur mi rendo conto che possa urtare la sensibilità di qualcuno verso la tematica, è quella di aprire il lungomare alle auto nei soli tre mesi più freddi, in modo da dare la possibilità ai locali di vedere entrare nella propria attività qualche cliente in più. Si potrebbe fare una prova e vedere come va, purché sia davvero un esperimento e non produca, con comportamenti concludenti da parte dell'amministrazione, l'apertura definitiva e continua come è accaduto per Corso Garibaldi, circostanza in cui un esperimento è diventato la norma senza che i cittadini fossero avvisati o interpellati in qualche modo.

Un secondo fattore è la sciatteria dimostrata dagli amministratori locali verso il decoro urbano. Il lungomare infatti, a distanza di soli 3 anni, si presenta agli occhi dei passanti come sporco e buio, e ciò certamente non invoglia la gente. Infatti, se fino al tramonto il nostro lungomare continua a rappresentare un toccasana per gli occhi, di sera assume contorni lugubri e spettrali. Tale fenomeno in estate è ridimensionato dalla luce che accompagna le giornate fino a tarda ora e dalla calura che porta la gente alla ricerca di un po' di brezza marina.

Il buio in banchina - L'inverno invece, in cui come detto la brezza si trasforma in vento tagliente, un luogo buio e desolato promana zero appeal. A distanza di così poco tempo il lungomare si presenta ad oggi con le luci di servizio sulla banchina tutte spente a causa di un blackout avvenuto in concomitanza della regata del 2013, in cui il sovraccarico della linea elettrica, a causa del basso amperaggio della stessa, ha messo fuori uso l'impianto.

L'intervento per la risoluzione del problema spetta all'Autorità Portuale, ma a quanto pare né la stessa, né il Comune, che potrebbe fungere da pungolo, hanno interesse a ripristinare la situazione. Se non bastasse, anche buona parte dei lampioni, dei led della pavimentazione e dei faretti che illuminano le palme sono spenti da mesi, senza che l'amministrazione comunale (in questo caso la competenza è sua) muova un dito per intervenire e restituire la bellezza originaria del luogo nelle ore serali.

I cittadini possono comunque segnalare tali disservizi con un semplice sms o tramite WathsApp al numero  Immagine3386380830. Una cittadinanza partecipe e non apatica aiuterebbe a risolvere tante situazioni!

Porta Thaon de Revel-2Piazzale Lenio Flacco - Le note liete arrivano invece dal nuovo tratto che va da Palazzo Montenegro fino a Piazzale Lenio Flacco. I lavori sono oramai agli sgoccioli e l'impatto visivo è decisamente positivo. L'illuminazione appare più intensa rispetto al tratto di lungomare esaminato in precedenza e l'accensione di tutte le luci ci ricorda di come era bello il lungomare nelle ore serali quando l'illuminazione funzionava a pieno regime.

Interessanti sono anche: il progetto di sostituire i vecchi camioncini dei paninari con dei chioschetti in legno, e la vista che da qualche giorno offre la zona che va dal villaggio pescatori fino al monumento al marinaio, dove i lavori di consolidamento della banchina hanno portato in dote una nuova illuminazione artistica dell'intero tratto, la quale, una volta ultimata, rappresenterà uno straordinario colpo d'occhio.

Nuova vita pare avere assunto anche la zona di Largo Sciabbiche, anch'essa in futuro oggetto di lavori di restyling, la quale ha visto nascere e recuperare numerosi locali e ristoranti molto frequentati ed apprezzati, che rappresentano una bella cartolina della gastronomia locale.

Porta Thaon de Revel - In questo percorso tra luci ed ombre ci imbattiamo in un'altra zona d'ombra, ovvero la porta Thaon de Ravel, aperta al pubblico due anni or sono nella storica giornata dell'apertura del Cillarese, con la promessa di tutti gli attori protagonisti di replicare "l'evento" con frequenza. Come molte cose in questa città, questi buoni propositi sono caduti nel vuoto, e da quel giorno quella porta che dà accesso alla zona sottostante il castello svevo non è stata più riaperta.

Non si vuole infierire, però è giusto ricordare come in campagna elettorale il sindaco Consales abbia illustrato con orgoglio un progetto che prevedeva la creazione del più grande porticciolo turistico d'Europa da collocare proprio nell'area sottostante il castello. Ecco, iniziamo con l'aprire quella "maledetta" porta una volta all'anno intanto…

Piazzale Monumento al Marinaio-2Per concludere l'analisi di questo lungo circuito portuale, del quale fa parte anche Via del Mare, sottoposta a riqualificazione anch'essa con creazione di posti auto e zone verdi (seppur gli stabilimenti di proprietà dell'Acquedotto Pugliese non sono ancora stati abbattuti come previsto dal progetto), restano due situazioni da esaminare.

La prima è rappresentata dal progetto di questa amministrazione di voler dare nuova vita alla zona in disuso di deposito catene, con l'abbattimento del muro che divide il piazzale del monumento dalla predetta zona e con la possibilità di veder nascere un grande giardino sul mare.

Sant'Apollinare - La seconda situazione riguarda il piazzale di Sant'Apollinare, dove nel 2008, oltre alla venuta del Papa, fu organizzato il concerto di Jovanotti. Negli anni successivi quel piazzale ha ospitato il Salone nautico, le giostre per la festa patronale ed una fiera. Ecco, da ignorante in materia mi chiedo come mai non si sia più pensato a quella zona come luogo per grandi concerti, data la enorme capienza.

Qualora ciò fosse in qualche modo possibile, rappresenterebbe una notevole operazione di ritorno d'immagine per la città, la quale è carente in questo settore sia di strutture che di iniziative. Insomma la materia prima che offre questa straordinaria città è di primissima qualità, ci vuole solo qualcuno che sappia lavorarla sapientemente. (Andrea Pezzuto)

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