Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Ostuni

Infermieri demansionalizzati al Pronto soccorso, la Cisl chiede interventi

Nel pronto soccorso dell'ospedale civile di Ostuni l'infermiere responsabile dell'assistenza generale infermieristica si ritrova a doversi allontanare spesso dal Pronto soccorso per erogare prestazioni non proprie quali ad esempio il rifacimento dei letti, l'igiene dei malati, l'accompagnamento dei pazienti in carrozzina e molto altro

OSTUNI – Nel pronto soccorso dell’ospedale civile di Ostuni l’infermiere responsabile dell’assistenza generale infermieristica si ritrova a doversi allontanare spesso dal Pronto soccorso per erogare prestazioni non proprie quali ad esempio il rifacimento dei letti, l’igiene dei malati, la chiusura dei Rot, l’accompagnamento dei pazienti in carrozzina o barella alle diagnostiche e reparti, la pulizia dei ferri chirurgici e molto altro. Tutte prestazioni che dovrebbero essere svolte dal personale “di supporto” (secondo l’Accordo Stato Regionidel 22 febbraio 2011) che invece è stato eliminato a settembre del 2012 con una disposizione di servizio a firma del direttore medico (prot. n° 55631).

Con questo provvedimento “si sono gettate le basi per demansionare l’importante figura dell’infermiere responsabile dell’assistenza generale infermieristica” si legge in una nota della funzione pubblica della Cisl che porta la firma di Giuseppe Lacorte responsabile alla sanità inviata al direttore generale Asl Br, al direttore sanitario Asl Br, al direttore amministrativo Asl Br, al Capo area del personale Asl Br e ai direttori medico e amministrativo P.o. di Ostuni / Fasano. 
“Sarebbe appena il caso di fare presente che malgrado il Pronto soccorso di Ostuni sia interessato da un costante aumento delle emergenze e delle richieste di soccorso, sia l’unico Servizio nella Asl Br ad essere privato della figura del personale di supporto durante il turno notturno. Il demansionamento programmato (vietato e non ammesso neppure di fatto, immediatamente risarcibile ex art. 1226 C.C. art.1218 e 2043 C.C.), ricondotto a dequalificazione professionale, a stress lavorativo concorre a limitare fortemente la qualità delle cure, dell’assistenza oltre il decoro dell’esercizio professionale, esponendo i professionisti a gravi responsabilità di natura civile e penale”.

“A tutto questo si sommano le normali attività di cura che, causa il surplus lavorativo, vengono inficiate provocando una ricaduta negativa sull’incolumità dei pazienti/cittadini/utenti. D’altro canto si deve registrare che la presenza di personale ausiliario alla professione infermieristica, rappresenti un numero importante nei servizi non dedicati alla cura quali: farmacia, magazzino, la direzione sanitaria”.

“Chiediamo un immediato intervento per sanare la situazione sommariamente descritta considerato che, alle nostre precedenti note e allertamenti verbali, ad oggi, con la solita tecnica della “spallucce”, si è dimostrato un’attenzione residuale a quella Unità ospedaliera che più di tutte rappresenta l’ancora di salvezza nei momenti di emergenza sanitaria”.

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