Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Ostuni

Leasing con truffa e auto vendute nel nord Italia e all'estero: nove indagati

Audi, Jaguar, Bmw noleggiate, non pagate e smistate. Un giro d'affari di circa 600mila euro: sodalizio ostunese nei guai

OSTUNI - Audi, Jaguar, Bmw: sono alcune delle autovetture che erano nella disponibilità di un presunto sodalizio criminale di base a Ostuni. E' l'operazione Gold Cars. Il gruppo le noleggiava in leasing, non pagava le rate e poi le rinvedeva in nord Italia o oltre confine, comunque nell'Unione Europea. Nel corso della notte tra il 4 e il 5 marzo, circa 80 uomini della polizia di Stato, coordinati dalla Procura della Repubblica di Brindisi, hanno proceduto all’arresto di nove persone, destinatarie di un provvedimento di misura cautelare, di cui quattro in regime di custodia in carcere e cinque in regime di custodia domiciliare. I dettagli sono stati raccontati nel corso di una conferenza stampa, tenutasi presso la Questura di Brindisi venerdì 5 marzo 2021. 

Il provvedimento, emesso dall’ufficio gip del Tribunale di Brindisi - su richiesta del sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro con il quale sono stati disposti gli odierni provvedimenti cautelari - ha consentito di assestare un durocolpo all’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di appropriazione indebita di autovetture di grossa cilindrata e di notevole valore economico ai danni di ignare società del settore e autoriciclaggio dei proventi dei delitti.

La misura cautelare è stata eseguita da personale del commissariato di di Ostuni, insieme al personale della squadra mobile della Questura di Brindisi e della squadra mobile di Milano, coadiuvato da numerosi equipaggi dei reparti prevenzione crimine di Lecce e Bari, nonché con l’ausilio di unità cinofile e artificieri e del reparto volo di Bari, nei confronti di sodali ritenuti responsabili dei delitti di associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita di autovetture, riciclaggio e autoriciclaggio. 

Il gruppo criminale inquisito risulta estremamente coeso, strutturalmente complesso e altamente organizzato. Il metodo criminale che l’indagine ha cristallizzato è pedissequamente quello tipizzato dall’articolo 416 del codice penale. Le indagini hanno fatto emergere l’esistenza di un’associazione per delinquere connotata dalla stabilità del vincolo associativo (la durata nel tempo dei delitti è di almeno due anni, quanto sono durate le indagini), la suddivisione dei ruoli tra gli indagati, la disponibilità di una base logistica e una “cassa” comune, la indeterminatezza del programma criminoso i cui delitti non sono stati preventivamente stabiliti, bensì decisi di volta in volta, in esecuzione del pactum sceleris. 

Gli indagati, dopo aver noleggiato veicoli di grossa cilindrata da varie società di locazione finanziaria, servendosi dello schermo di alcune società fittiziamente create, si rendevano inadempienti a contratto di noleggio, conducendo l’auto all’estero per rivenderla a terzi acquirenti o comunque facendone perdere le tracce.   

Le indagini hanno avuto origine da alcune denunce querele per appropriazione indebita di autovetture presentate da alcune società di noleggio sfociate nell’emissione di alcuni decreti di sequestro preventivo delle autovetture interessate. Tali episodi, concernenti peraltro autovetture di rilevante valore commerciale, riconducibili a uno degli odierni indagati, insospettivano sin da subito gli organi inquirenti, tenuto anche conto che lo stesso era conosciuto come semplice manovale edile che non palesava un tenore di vita alto. Successivi accertamenti, anche sulla documentazione prodotta in occasione della stipula dei contratti di noleggio, consentivano di rilevare il coinvolgimento di società fittizie, di altri soggetti odierni indagati e soprattutto la sussistenza di altre operazioni analoghe poste in essere dalla medesima società fittizia e con lo stesso modus operandi. Si accertava quindi la serialità delle condotte e l’unicità del disegno criminoso perseguito dal gruppo criminale finalizzato a defraudare le società sia dei guadagni rivenienti le offerte di noleggio proposto e sia del capitale (autovettura) di cui si perdeva ogni traccia. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito, altresì, di individuare il luogo, un ufficio che fungeva da vero e proprio “quartier generale”, in cui il gruppo criminale era solito riunirsi, pianificare le operazioni illecite, le attività da porre in essere e le società da utilizzare a tal fine. 

Il modus operandi utilizzato dai membri dell’associazione per delinquere corrisponde ad una strategia criminale schematizzata, sempre più perfezionata, ripetuta ciclicamente, che può essere quindi sintetizzata in tali fasi: 1) ottenere il possesso di prestigiose autovetture di significativo valore economico; 2) inadempimenti nei pagamenti dei canoni mensili di locazione, cui seguivano diffide e la risoluzione contrattuale; 3) appropriazione delle autovetture e inizio della trattativa per la vendita delle stesse con l’aiuto di intermediari consapevoli della provenienza illecita dei veicoli e ben collegati a potenziali compratori di paesi oltre confine; 4) cessione dei veicoli oltre i confini nazionali, rendendoli in tal modo irrintracciabili, dietro corresponsione di compensi illecitamente pattuiti.

L’attività di indagine ha riguardato quindici autovetture oggetto di appropriazione indebita, per un giro d’affari di circa 600mila euro, alcune delle quali ritrovate fuori dai confini nazionali (Francia, Belgio e Germania) e quindi riconsegnate alle società proprietarie, altre sottoposte a sequestro, mentre di alcune vetture si sono perse le tracce. 

L’organizzazione criminale è così costituita:
Giacomo Errico, classe ’66, ostunese, considerato il capo della consorteria criminale ha promosso, organizzato e diretto l’associazione, utilizzando società precostituite agli scopi, intestate a prestanomi, da lui ideate e dirette, allo scopo di stipulare contratti di noleggio di autovetture di grossa cilindrata.

Gennaro Cantore, classe ’71, ostunese - promotore ed organizzatore dell’associazione - si occupava, in particolare, della gestione dei mezzi noleggiati, custodendoli e della loro vendita all’estero e delle risorse economiche del gruppo, fornendo, altresì, assistenza negli spostamenti quotidiani del capo.

Gaetano Sasso, classe ’72, ostunese - promotore e organizzatore dell’associazione - impegnato perlopiù delle formalità fiscali delle società all’uopo costitute e di quelle burocratiche.

Ottavio Moro, classe ’63, ostunese - promotore ed organizzatore dell’associazione - aveva il compito di organizzare l’attività illecita e di seguirne gli sviluppi, fino allo spostamento all’estero delle vetture.

Giuseppe Lacorte, classe ’92, ostunese - partecipe all’associazione - fungeva da prestanome per conto del capo in una società allo stesso riconducibile, stipulando i contratti di noleggio di diversi veicoli.

Angelo Vincenti, classe ’73, ostunese - partecipe all’associazione - legale rappresentante di una società fittizia, appositamente costituita per realizzare le condotte delittuose, stipulando i contratti di noleggio di diversi veicoli.

Damiano Lanzillotti, classe ’77, ostunese - partecipe all’associazione – si occupava materialmente del ritiro dei veicoli dalle società noleggiatrici e della consegna degli stessi ad altri correi, provvedendo anche all’alterazione dei documenti per consentirne la vendita all’estero.

Antonio Andriola, classe ’70, ostunese, partecipe all’associazione - fungeva da intermediario nelle trattative di compravendita dei veicoli nella disponibilità del sodalizio, smistando le autovetture e gestendo i rapporti economici con gli acquirenti.

Martino Ancona, classe ’63, residente in provincia di Milano, partecipe all’associazione - si occupava delle trattative di acquisto dei veicoli che venivano poi trasferiti all’estero.

arresti squadra mobile-3

I primi quattro indagati si trovano in carcere, gli altri cinque ai domiciliari. Il coinvolgimento di Giacomo Errico, per gli inquirenti capo indiscusso dell’associazione per delinquere, conferisce grande rilevanza al sodalizio criminale, laddove si consideri la caratura criminale e i numerosi precedenti penali e di polizia dello stesso, in materia di contrabbando, estorsione, ricettazione, stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. 

Lo stesso Errico avrebbe partecipato attivamente alla realizzazione delle operazioni di natura illecita, elaborando e mettendo in gioco la società “Gl Big Stock” intestata (figurativamente) al cognato Giuseppe Lacorte. Si colloca come “figurato” operaio facente funzioni di magazziniere; prima ancora della cessione di detta società (e dopo che era stata impiegata nella stipula di vari contratti di locazione finanziaria di veicoli di significato valore), di concerto con i restanti del gruppo, ha ideato e realizzato l’apertura di una nuova società, dove ha occupato la nuova mansione di addetto alle vendite, sotto l’insegna “Big Stock Arredamenti S.r.l.s.” (avente ad oggetto la vendita di mobili e arredi), avviata in data 08.01.2019, svolta sempre nei medesimi locali e tipologie di mercato, in seno alla quale ricopre la carica di socio M.O., anch’egli indagato (titolare di quote al 90 percento).

Dalla Questura di Brindisi si fa sapere che "l’odierna operazione è diretta a rafforzare l’azione di contrasto alle condotte illecite connotate da maggiori profili di insidiosità e gravità che generano un diffuso allarme sociale tra la popolazione. La costante presenza sul territorio ostunese della polizia di Stato, sia dal punto di vista preventivo che repressivo, risulta essere garanzia di legalità e di sviluppo del territorio".

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