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Battigia invasa da schiuma bianca, disagi per gli ultimi bagni dell'estate

Battigia invasa da schiuma bianca e i villeggianti rinunciano al bagno. Almeno in quel tratto di litorale. È accaduto nella mattinata di oggi, martedì 30 agosto, a Costa Merlata, frazione balneare del Comune di Ostuni

BRINDISI – Battigia invasa da schiuma bianca e i villeggianti rinunciano al bagno. Almeno in quel tratto di litorale. È accaduto nella mattinata di oggi, martedì 30 agosto, a Costa Merlata, frazione balneare del Comune di Ostuni. “Vi segnalo le condizioni che ci siamo trovati a dover affrontare direttamente nella spiaggia di Costa Merlata a Ostuni. Non abbiamo avuto il coraggio di farci il bagno”, ha scritto un lettore di BrindisiReport, allegando il relativo materiale fotografico.

Secondo quanto si legge sul sito internet di Arpa Puglia, in una relazione redatta dal dottor Nicola Ungar e dalla dottoressa Anna Maria Pastorelli, direzione scientifica Uoc Ambienti Naturali e Uos Mare e Coste, si dovrebbe trattare di schiume “definite “colloidi”, e sono causate dalla dispersione di un gas in un mezzo liquido” che generalmente si formano nelle zone caratterizzate da “moti ondosi o ventosità”. “In generale le schiume marine “bianche” non rappresentano una minaccia per la salute umana, a meno della presenza di una fioritura di fitoplancton tossico” si legge nella sceda tecnica “è buona norma però evitare di bagnarsi direttamente nelle schiume, a causa della potenziale capacità delle stesse di aggregare/concentrare materiale o sostanze indesiderate”.

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Di seguito la spiegazione scientifica fatta dagli esperti dell’Arpa sulla formazione di queste schiume “Gran parte delle schiume che si originano in mare durante e dopo le mareggiate sono dovute all’energia stessa delle onde, che “spinge” molecole gassose in quelle liquide dell’acqua marina favorendo la formazione di schiume di colore bianco e poco compatte. Schiume della stessa tipologia possono anche formarsi nei corsi d’acqua, a causa dei moti turbolenti. Tuttavia le schiume possono formarsi ed aumentare di volume in presenza di alcune sostanze definite “tensioattive”, che possono essere sia di origine naturale che antropica. Per “tensioattiva” (o “surfattante”) si intende una sostanza che abbassa la tensione superficiale dei liquidi, favorendo la formazione di schiume. Le sostanze tensioattive sono solitamente di natura organica”.

“Le sostanze tensioattive di origine antropica sono quelle contenute nei detergenti, negli emulsionanti, ecc., e possono giungere al mare attraverso scarichi diretti o indirettamente attraverso i corsi d’acqua; gli stessi corsi d’acqua possono essere altresì caratterizzati da un notevole apporto di materiale organico, derivante da fonti puntiformi (reflui) o diffuse (dilavamento dei terreni), anche questo con effetto potenzialmente tensioattivo. Le sostanze tensioattive di origine naturale sono prodotti organici (essenzialmente di natura proteica) che si formano in seguito ai normali processi fisiologici degli organismi (soprattutto micro e macroalghe). Sostanze naturali con proprietà tensioattive sono regolarmente presenti in mare, e per quanto riguarda le nostre latitudini si può affermare che in particolari periodi dell’anno, più frequentemente in primavera e a fine estate-autunno, la loro concentrazione può aumentare a causa dei cicli di produzione del plancton (crescita delle popolazioni, fioritura, senescenza, degradazione)”.

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"Infine Dunque, quando presente la componente organica naturale, se le acque sono interessate da discreto moto ondoso e da ventosità, solitamente si formano schiume (per un effetto simile a quello della bianca d’uovo montata a neve), che tendono ad aggregarsi e ad accumularsi maggiormente in determinate zone a causa dell’idrologia locale (correnti, ecc.). In questi casi, le sostanze naturali presenti in mare contribuiscono alla formazione di schiume “bianche”, generalmente soffici e relativamente poco compatte. Schiume di altro colore e consistenza possono avere origine diversa, e devono essere indagate volta per volta.?La forte tendenza all’aggregazione delle schiume marine, per la loro stessa natura, da luogo alla formazione di “nuclei di aggregazione” per altri materiali presenti in mare, siano essi di natura organico-biologica (frammenti di materiale vegetale, organismi intrappolati nella particolare matrice, batteri, ecc.) o inorganica e/o antropica (sabbia, plastiche, ecc.)". 

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