Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Ostuni

Condannati gli "usurai" del pensionato malato di gioco: 7 anni e 8 mesi a 'Renatone'

Se per la vittima, un pensionato di Ostuni, il conto era stato salatissimo quando era nel vortice e non riusciva ad uscirne, oggi la giustizia ne ha presentato uno altrettanto esoso, seppur in altri termini, ai due 'strozzini'.

OSTUNI - Un uomo finito nella morsa della ludopatia, costretto a restituire ai titolari di un bar somme a tassi usurai, denaro preso in prestito per giocare alle macchinette videopoker. Se per la vittima, un pensionato di Ostuni, il conto era stato salatissimo quando era nel vortice e non riusciva ad uscirne, oggi la giustizia ne ha presentato uno altrettanto esoso, seppur in altri termini, ai due ‘strozzini’: il Tribunale di Brindisi ha condannato infatti a 7 anni e 8 mesi Renato Saponaro, detto Renatone, a 7 anni il figlio Donato (detto Antonio), rispettivamente di 59 e 31 anni, entrambi gestori di fatto del bar Vivere di Ostuni, difesi dall’avvocato Francesco Sozzi.

Renato Saponaro-2Per entrambi anche una multa di 12mila euro. Il pm, Raffaele Casto, aveva chiesto pene elevatissime: 13 anni per il padre, 12 anni per il figlio, entrambi arrestati il 28 maggio 2014 su ordinanza di custodia cautelare richiesta dal pm Giuseppe De Nozza a seguito di indagini condotte dai poliziotti del commissariato di Ostuni.

Secondo quanto all’epoca fu accertato la vittima era stata anche picchiata quando si era ritrovata nell’impossibilità di dare indietro ai suoi aguzzini quanto da loro richiesto e cioè i soldi dati in prestito con l’aggiunta del 10 per cento mensile.

Le accuse inizialmente contestate erano: usura, percosse pluriaggravate, tentata estorsione, rapina, danneggiamento, violenza privata. I due Saponaro, secondo quanto era stato accertato -  dopo aver messo totalmente sulla graticola la vittima, che si era recata da loro solo dopo essere finita in un vortice di scoperti in banca, prestiti da una finanziaria e lavori di ristrutturazione della casa da pagare, sempre a causa della febbre del gioco, per ritrovarsi con un problema raddoppiato, avevano deciso infatti di mettere le mani sulla stessa villetta del pensionato.

Donato 'Antonio' Saponaro-2La vittima pagava con grande fatica capitale ed interesse di tranche di 2000-2500 euro, tra pressioni e minacce. Una sera aveva perfino trovato il cancello della villetta serrato con catena e lucchetto, cui erano stati assicurati anche una latta di benzina e un accendino. Un segnale inequivocabile: ti bruciamo la casa. A quel punto, la decisione di andare in commissariato.

Il pensionato aveva subito, oltre le aggressioni, i pedinamenti, la pressione continua per andare dal notaio a formalizzare la cessione della villetta agli usurai, anche la minaccia costante della rivelazioni ai due figli della sua condizione di giocatore coperto di debiti. 

Minaccia resa ancor più efficace dalla caratura di uno dei due usurai: Renato Saponaro, tutt’ora detenuto, è infatti personaggio noto alle forze dell’ordine: ex camionista ed ex contrabbandiere, che il 15 aprile del 2008 aveva tentato il colpo grosso trasportando dieci chili di coca nel doppiofondo di una Ford Mondeo, finendo però nella trappola dei carabinieri di Brindisi e Imperia ad un casello sulla A10.

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