Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca Ostuni

Operazione "Rosy Abate", Moro condannata per un solo capo d'imputazione

La donna ostunese ha scelto il rito abbreviato: ritenuta responsabile di un'estorsione. Condanna anche per Farina, accusato di cessione di sostanze stupefacenti

OSTUNI - Ha scelto il rito abbreviato Maria Moro, ostunese 49enne, difesa dall'avvocato Vincenzo Lanzilotti. E' lei la "Rosy Abate" - nome ispirato alla protagonista di una fiction - dell'omonima operazione di polizia tenutasi in Ostuni nel luglio 2021. Oggi, martedì 1 febbraio 2022, il gup del Tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, l'ha ritenuta responsabile di un solo capo d'imputazione, un'estorsione. Per lei il pm Livia Orlando della Procura brindisina aveva chiesto 7 anni. E' arrivata invece una condanna pari a tre anni e quattro mesi.

L'altro imputato che ha optato per il rito abbreviato è Fabio Giuseppe Farina, ostunese 30enne difeso dagli avvocati Vincenzo Lanzilotti e Gianvito Lillo. Per lui la Procura aveva chiesto cinque anni di reclusione. Il gup lo ha condannato a un anno e otto mesi di reclusione più 4mila euro di multa. Multa anche per Maria Moro, pari a 666,66 euro. Tornando a Farina, lui doveva rispondere solo di un capo d'imputazione, riguardante la cessione di sostanze stupefacenti.

Maria Moro è stata la "protagonista" del blitz del 28 luglio 2021. Lei è la compagna di Donato Greco, 51enne ostunese considerato capo di un presunto sodalizio. All'epoca dei fatti contestati lui era detenuto, Moro avrebbe dunque gestito, stando alla ricostruzione della polizia, alcune attività illecite. Infatti, la donna doveva rispondere di altri tre capi di imputazione, per i quali è stata assolta, riguardanti droga, un'estorsione e una tentata estorsione.

Nel luglio del 2021, personale della Questura di Brindisi, coadiuvato dai Reparti Prevenzione Crimine di Lecce, Bari e San Severo nonché con l'ausilio di unità cinofile, aveva dato seguito a un'ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip del Tribunale di Brindisi nei confronti di sei persone ritenute responsabili di detenzione, spaccio di sostanza stupefacente ed estorsione. Le attività illecite si sarebbero svolte nelle città di Ostuni e Ceglie Messapica, principalmente. Le altre persone coinvolte saranno giudicate con rito ordinario.

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