Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca

Ostuni, commissione ispettiva fino ad agosto per sospette infiltrazioni mafiose

Prorogata di altri tre mesi la permanenza. Al vaglio l'affidamento dei parcheggi di zona Santa Lucia a una società salentina raggiunta da interdittiva antimafia

OSTUNI - La commissione ispettiva a Ostuni proseguirà gli accertamenti in Municipio per altri tre mesi, fino ad agosto 2021. Presso il Comune della Città Bianca si era insediata a febbraio una commissione di accesso ispettivo nominata dal prefetto di Brindisi, Carolina Bellantoni, previa delega dei poteri di accesso del ministero dell'Interno, ai sensi dell’articolo 143 del Tuel (Testo unico degli enti locali). La commissione, composta da un viceprefetto in servizio presso la prefettura di Brindisi, dal vicequestore vicario della questura di Brindisi e da un ufficiale della Guardia di Finanza, sta operando, con i poteri previsti dalla normativa vigente in materia di enti locali, da tre mesi, dunque. Le verifiche della commissione si focalizzano, in particolare, sull'affidamento dei parcheggi comunali di zona Santa Lucia, sul litorale di Ostuni, a una società con sede a Campi Salentina (Lecce), la Pkt Srl, raggiunta lo scorso dicembre da una interdittiva antimafia della prefettura di Lecce. 

Tale provvedimento scaturì da un'informativa trasmessa nel mese di ottobre 2020 dalla questura di Brindisi, a seguito di approfonditi accertamenti investigativi a carico della Pkt, il cui amministratore unico è stato coinvolto in varie vicende giudiziarie culminate con condanne definitive. "Situazioni pregiudizievoli, sia per i suoi precedenti penali che per i suoi legami di parentela e frequentazioni", si legge nel provvedimento della Prefettura, sono emersi anche a carico di uno dei soci dell’azienda. Riguardo all'aggiudicazione del bando di gara per il servizio di gestione dei parcheggi comunali di Santa Lucia, la questura di Brindisi "ha disvelato aspetti di rilevante interesse investigativo ai fini dell'accertamento del pericolo di infiltrazione mafiosa nell'attività di impresa svolta dalla Pkt", servizio particolarmente redditizio nei mesi estivi, quando il litorale di Ostuni pullula di turisti. 

Da quanto appurato dagli investigatori "il valore assegnato al bando di gara per il servizio di gestione dei parcheggi è di soli 500 euro, soglia che, secondo la normativa vigente, non obbliga la stazione appaltante a richiedere la certificazione antimafia". Ma quella somma di 500 euro sarebbe un "valore irrisorio assegnato al bando, a fronte di un reale guadagno per la società aggiudicataria di circa 60mila euro, calcolando la richiesta di 4 euro per ogni auto che accede ai numerosi lidi della zona". Questo appare dunque "un malcelato tentativo – si legge nel documento della Prefettura di Lecce – di eludere, in modo fraudolento, la normativa antimafia, la cui applicazione (anche pattizia, secondo gli schemi abituali sottoscritto dagli enti locali con le componenti prefetture) avrebbe senza dubbio evidenziato controindicazioni soggettive nei confronti della Pkt".

La Polizia ha infatti "rilevato l'evidente incongruenza nel rapporto tra la soglia assegnata a bando e il reale guadagno dato dalla gestione del servizio". Considerato, infatti, che la capienza massima del parcheggio è di circa 140 posti e il costo del biglietto era già stato fissato in 4 euro ciascuno, "si poteva calcolare che la soglia fissata in 500 euro sarebbe stata certamente oltrepassata in un solo giorno di lavoro, ciò senza considerare che i lidi serviti dal parcheggio organizzavano anche eventi di pubblico spettacolo serali e notturni che farebbero verosimilmente aumentare ulteriormente gli introiti". Nel corso dei tre mesi di indagine a Palazzo San Francesco (sede del Comune di Ostuni), sono arrivate anche le dimissioni del consigliere Francesco Beato di Ostuni Futura, il 21 aprile scorso.

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