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Giuseppe Marzio

Giuseppe Marzio

Giuseppe Marzio ucciso a fucilate

OSTUNI - Polizia e carabinieri sono ancora al lavoro nelle campagne tra Ostuni e Ceglie Messapica, in contrada San Benedetto, dove in mattinata è stato rinvenuto il corpo di un uomo colpito da due fucilate, una delle quali alla testa. La vittima dell'omicidio è Giuseppe Marzio, titolare di una palestra e persona non nuova alle forze dell'ordine. L'uomo si trovava all'interno di una Y10, parcheggiata a pochi metri dalla campagna del suocero. Il cadavere è stato scoperto dalla moglie di Marzio.

OSTUNI - Polizia e carabinieri sono ancora al lavoro nelle campagne tra Ostuni e Ceglie Messapica, in contrada San Benedetto, dove in mattinata è stato rinvenuto il corpo di un uomo colpito da due fucilate, una delle quali alla testa.

La vittima dell'omicidio è Giuseppe Marzio, titolare di una palestra e persona non nuova alle forze dell'ordine. L'uomo si trovava all'interno di una Y10, parcheggiata a pochi metri dalla campagna del suocero. Il cadavere è stato scoperto dalla moglie di Marzio.

Il killer, o i killer, erano appostati ai bordi della strada vicinale che Marzio stava percorrendo alla guida della sua auto. Sono stati esplosi due colpi di fucile a distanza ravvicinata: uno si è stampato tra il cofano motore e il parabrezza,l'altro ha centrato al volto la vittima. L'auto ha proseguito per inerzia perchè la stradina è lievemente in discesa, poi si è fermata accanto ad un muro a secco, a 50 metri dall'abitazione dei suoceri di Marzio, dove l'uomo viveva con la moglie.

Sembra che la polizia scientifica non abbia rinvenuto i bossoli delle cartucce da caccia, e ciò lascia ritenere che per l'agguato mortale a Giuseppe Marzio sia stata utilizzata una doppietta.

Nella primavera scorsa il 44enne ostunese fu ritenuto l'autore, insieme a un fiancheggiatore non identificato, di un attentato dinamitardo compiuto l'aprile scorso ai danni di una villetta a Soleto, di proprietà di un pensionato di 77 anni di Galatina, Salvatore Angelo Lanzillotti, originario di Carovigno ma da diversi anni trasferitosi nel Salento.

Marzio fu accompagnato e "abbandonato" dopo l'attentato al pronto soccorso dell'ospedale Perrino di Brindisi con ferite al cuoio capelluto, trauma cranico, escoriazioni ed ustioni su tutto il corpo. L'attentato, messo a segno facendo esplodere una bombola di Gpl, semidistrusse la casa di campagna, in contrada Fiacone, lungo la strada che da Soleto porta a Sogliano Cavour.

A lui i poliziotti giunsero dopo aver trovato, nel giardino della sua villetta, alcune macchie di sangue, un passamontagna, anche questo sporco di sangue, e un accendino, presumibilmente appartenenti ad uno degli attentatori.

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