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Le dipendenti della società Messapica barricatesi nella struttura Santa Lucia

Le dipendenti della società Messapica barricatesi nella struttura Santa Lucia

Otto lavoratrici si barricano nella struttura per anziani, chiusa da mesi

Non c'è pace per le dipendenti della struttura socio-assistenziale per anziani "Santa Lucia" di Erchie, chiusa da oltre due mesi. Dopo 70 giorni di assemblea permanente, otto lavoratrici si sono barricate nell'edificio, chiudendo le porte di accesso con delle catene. Si tratta di un ulteriore, disperato tentativo di sensibilizzare le istituzioni sulla loro odissea

ERCHIE – Non c’è pace per le dipendenti della struttura socio-assistenziale per anziani "Santa Lucia" di Erchie, chiusa da oltre due mesi. Dopo 70 giorni di assemblea permanente, otto lavoratrici si sono barricate nell'edificio, chiudendo le porte di accesso con delle catene.  Si tratta di un ulteriore, disperato tentativo di sensibilizzare le istituzioni sulla loro odissea.

I vari incontri in prefettura e i molteplici sopralluoghi di varie aziende succedutisi nelle ultime settimane non hanno portato a nulla di concreto. Il calvario è iniziato con l'invio di una lettera di licenziamento (“illegittima” a dire dei sindacati) da parte della società che aveva preso in gestione il centro, la Messapica Srl.

Tale vertenza è seguita fin dall’inizio dal segretario territoriale di Fp Cgil, Vincenzo Cavallo, firmatario di una lettera indirizzata al prefetto, al questore, Le dipendenti della società Messapica barricatesi nella struttura Santa Lucia 2-2-2alla stazione dei carabinieri di Erchie e alle suore Stimmatine di Roma, proprietarie dell'immobile, dato in affitto per 18 anni all’associazione “Pensionati Terra D’Otranto”, che a sua volta ha dato l’edificio in gestione alla società Messapica Srl. Il problema, adesso, è che non si trova nessuna cooperativa disposta a gestire il centro.

“Non si capisce il motivo  - scrive Vincenzo Cavallo – per cui  non si trova una  soluzione per dare alla cittadina di Erchie e aiComuni limitrofi un servizio di vitale importanza per gli anziani”.

“Noi – prosegue Cavallo - siamo lontani dai vari interessi dell'associazione ‘Pensionati Terra D'Otranto’”. A detta della Fp Cgil, pochi giorni fa era stata intavolata una trattativa che pareva in via di definizione. “Ma sembra proprio che le esagerate pretese contrattuali – scrive Cavallo – non permettano di trovare una soluzione”.

Il sindacato si rivolge dunque alle suore e al prefetto di Brindisi, Nicola Prete, chiedendo “se ci sono le condizioni per una  rescissione contrattuale di fitto con l'associazione 'Pensionati Terra D'Otranto',  in quanto la struttura è da più di due mesi chiusa e non sta svolgendo alcuna azione sociale e solidaristica”. 

La Cgil chiede inoltre di accertare se sussistano “le condizioni per dare spazio ad alcune aziende veramente interessate a rilevare il tutto e aumentare i posti letto  con cospicui finanziamenti”.

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