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Pacca sul sedere a sorella di avvocato: sotto processo

BRINDISI – Una pacca sul sedere non è sempre gradita. E se chi la riceve o subisce reagisce, diventano problemi seri. Ne sa qualcosa Antonio Muoio, brindisino, da una diecina di anni vive a Ferrara.

BRINDISI - Una pacca sul sedere non è sempre gradita. E se chi la riceve o subisce reagisce, diventano problemi seri. Non è più come un tempo che le donne per dimostrare le violenze e gli abusi subiti, e persino le licenze che i maschietti si prendevano, come la pacca sul sedere, dovevano affrontare pecorsi in cui erano trattate da mostri provocatrici, sempre pronte a spingere l'altro sesso verso atti che altrimenti non sarebbero nemmeno passati per la mente.

Ora, per fortuna (questo è segno di civiltà e rispetto verso le donne) per una pacca sul sedere si finisce diritti sul banco degli imputati. Ne sa qualcosa Antonio Muoio, brindisino, da una diecina di anni vive a Ferrara. Un giorno, mentre transitava in auto per una via di Brindisi, vide una ragazza che camminava sul marciapiede.

Distrazione perché aveva il braccio fuori dal finestrino, o magari attratto da quella rotondità. Fatto sta che la mano di Muoio finì sul fondo schiena della ragazza. Che reagì a muso duro, apostrofando il maleducato che le aveva toccato il sedere. E non finì lì. La ragazza si rivolse al fratello, che è avvocato, ed è stata sporta denuncia. Muoio è stato rinviato a giudizio. Oggi, difeso dall'avvocato Luca Leoci, avrebbe dovuto difendersi dall'accusa di violenza sessuale. Il processo, però, è slittato al 25 ottobre.

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