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PalaElio, niente ampliamento ma si deve pagare il progettista

La denuncia di Riccardo Rossi: "Fatture per diecimila euro, così si sprecano i soldi pubblici. I centristi erano sostenitori dell'ampliamento con Consales, ora sono ancora in maggioranza ma non sono più interessati. Forse dipende dalle sorti della società di basket"

BRINDISI – “Vi ricordate dell'ampliamento del Palazzetto e dei milioni di euro che l'Amministrazione Consales voleva utilizzare? Dell'ampliamento non c'è più traccia, ma resta da pagare il conto al progettista: 9849 euro all'ingegnere Claudio Fantin”.

Riccardo RossiDomanda e risposta portano la firma del consigliere comunale di opposizione Riccardo Rossi (nella foto accanto), candidato sindaco per la coalizione Brindisi Smart che alle ultime elezioni ha visto insieme le liste Brindisi Bene Comune e Sinistra per Brindisi. Il primo e per la verità anche l’unico, al momento, ad aver riesumato la storia del progetto che sino a qualche mese addietro, prima della caduta della Giunta in conseguenza degli arresti per corruzione, ha infiammato il dibattito politico-amministrativo.

“Così si sprecano i soldi pubblici a Brindisi”, conclude il consigliere comunale che ha scelto la bacheca di Facebook per la denuncia pubblica, non essendo stata ancora fissata una nuova data per il ritorno in Aula, dopo la pausa di Ferragosto. Quel che è certo, è che il Comune ha di fatto tagliato i capitoli di spesa che erano stati istituiti nel periodo della Giunta guidata dal sindaco Mimmo Consales per finanziare l’ampliamento del palazzetto Elio Pentassuglia in contrada Masseriola, progetto inserito nell’elenco delle opere pubbliche. La decisione è stata assunta dal commissario Cesare Castelli che ha retto le sorti del Palazzo dallo scioglimento del Consiglio sino all’insediamento del nuovo sindaco. O meglio della nuova sindaca, Angela Carluccio, che ha confermato la stessa impostazione dovuta a un bilancio ingessato.

“Negli anni che verranno, forse, al Comune di Brindisi potranno decidere di fare uno stadio grande come il Maracanà, ma questo non è proprio il momento”, si lasciò scappare il 5 maggio scorso, nel corso della conferenza stampa di presentazione del bilancio, Castelli facendo riferimento al tempio del calcio di Rio de Janeiro. Lo stato di salute del Comune non era dei migliori ai tempi di Consales, la Corte dei Conti in una delle ultime deliberazioni scriveva persino di un rischio dissesto. Circostanza che Brindisi Bene Comune aveva sollevato più volte tanto in Consiglio, quanto nelle Commissioni senza ottenere ascolto.

Per quale motivo? Perché mai un cambio di rotta visto che i centristi, primi sostenitori dell’ampliamento del palazzetto erano in maggioranza allora, con Consales, e ora con Carluccio? La risposta arriva dallo stesso Rossi, dopo una parentesi sulla proposta che all’epoca Brindisi Bene Comune provò a rappresentare: “Il palazzetto poteva essere ampliato ricorrendo al project financing”, ha scritto sempre su Facebook. “Il Comune mette a disposizione il palazzetto e un privato a sue spese lo amplia e lo gestisce per 20 anni. Perché si è scelta la strada dei fondi pubblici? Basta comprendere quali erano le alleanze politiche dell'epoca: i principali sostenitori dell'operazione erano i centristi che oggi sono in maggioranza. Solo che adesso non sono più interessati”. Come mai? Ancora una considerazione e un nuovo interrogativo: “Forse dipende dalla società di pallacanestro e dai differenti percorsi dei presidenti che si sono avvicendati?.

Il dubbio sollevato da Rossi, si scontra con la certezza legata al fatto che la progettazione è stata regolarmente eseguita dall’ingegnere Claudio Fantin di Favaro Veneto, al quale venne conferito incarico nel 2014 e che il professionista ha, di conseguenza, presentato fatture per la liquidazione della parcella, la prima il 30 marzo 2015, la seconda il 24 febbraio 2016. Tutto a carico dell’Amministrazione, per un totale di 9.849 euro e 57 centesimi, importo che risulta impegnato in due diversi capitoli, anche facendo ricorso al prestito contratto con la Cassa depositi (previa autorizzazione al diverso uso della somma). Il Comune, infatti, deve pagare. Ma quel progetto resterà chiuso in un cassetto, in attesa di tempi migliori. Forse.

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