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La sede di Mamadù invasa dai liquami

La sede di Mamadù invasa dai liquami

Palazzina della Provincia invasa dai liquami, ma ancora nessun intervento

BRINDISI - Gli impianti sono vecchi, le manutenzioni latitano, e così i liquami di fogna hanno invaso la palazzina al Casale in via Primo Longobardo, di proprietà della Provincia, dove ha sede l'associazione di volontariato Mamadù ma anche gli appartamenti dello stesso stabile. per ora senza risposta le richieste di intervento dirette ai servizi tecnici dell'amministrazione provinciale. "Parafrasando una vecchia canzone per bambini verrebbe da dire c'era una sede molto carina", protestano i responsabili dell'associazione.

BRINDISI - Gli impianti sono vecchi, le manutenzioni latitano, e così i liquami di fogna hanno invaso la palazzina al Casale in via Primo Longobardo, di proprietà della Provincia, dove ha sede l'associazione di volontariato Mamadù ma anche gli appartamenti dello stesso stabile. per ora senza risposta le richieste di intervento dirette ai servizi tecnici dell'amministrazione provinciale. "Parafrasando una vecchia canzone per bambini verrebbe da dire c'era una sede molto carina", protestano i responsabili dell'associazione.

"Alle già poco chiare vicende legate al rinnovo del contratto di comodato d'uso gratuito da parte dell'ente Provincia proprietaria dell'intero immobile, si aggiungono anche i danni provocati dall'intesamento della colonna montante della fogna dello stabile che ha causato l'allagamento (di acqua di fogna) dei locali che ospitano la nostra associazione ed ha seriamente compromesso le pareti interne ed esterne dello stabile", dicono quelli di Mamadù.

"Una situazione incresciosa che si protrae da quasi una settimana e nonostante i continui solleciti all'ufficio tecnico della Provincia ancora non trova soluzione. I danni materiali alle nostre suppellettili nonchè alla merce in esposizione nei nostri locali (che stiamo quantificando e formalizzeremo alla Provincia per il relativo risarcimento) sono il gravissimo apice di un disagio che non permette il regolare svolgimento della vita associativa. Ci preme ricordare che nel mese di Ottobre 2010 noi volontari dell'Associazione ci siamo autotassati per ristrutturare i locali dell'associazione, poichè pur avendo fatto richiesta all'ente Provincia, non vi è stato alcun seguito".

"Gravissime anche le condizioni igienico-sanitarie in cui sono costretti a vivere i condomini dello stabile, praticamente impossibilitati ad utilizzare i servizi igienici delle loro abitazioni e impegnati quotidianamente a ripulire le case dai liquami. Questo quadro poco confortante - aggiunge un comunicato dell'associzione - ha come cornice la vicende del rinnovo del contratto di comodato d'uso gratuito della stessa sede da parte della Provincia. Il continuo balletto delle responsabilità tra assessori competenti e responsabili di uffici tecnici, tra avvisi ufficiosi di sfratto e promesse di prolungamento del contratto rappresentano le tappe di una vicenda che se non fosse tragica per quanto detto fino ad ora, sarebbe davvero comica".

Conclusione. "A cosa servono, ci chiediamo, i protocolli d'intesa stipulati con le organizzazioni di volontariato dinnanzi alla quasi totale insensibilità degli attuali amministratori, che sono gli stessi che hanno rinunciato alla possibilità di far nascere a Brindisi una cittadella del welfare, che negli intendimenti di chi l'aveva pensata ed aveva ottenuto i finanziamenti, era destinata ad essere la casa delle associazioni di volontariato".

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