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Palazzo arcivescovile, tempo di restauro per le otto statue

Lavori urgenti per 25mila euro, affidamento diretto a ditta di Noci: pericolo per la pubblica e privata incolumità

BRINDISI – Dopo le segnalazioni “vecchie” di tre anni, è arrivato il tempo del restauro per le otto statue che dominano la facciata del palazzo arcivescovile in piazza Duomo, a Brindisi. Rischiano di perdere pezzi, con conseguente pericolo per l’incolumità, come sottolineato più volte dai dirigenti della Soprintendenza di Lecce.

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I lavori

Le operazioni di restauro saranno eseguite dalla ditta Ecorivest Snc di Rocco Colucci & C, di Noci, in provincia di Bari, e riguarderanno le statue ornamentali che rappresentano la Matematica, l’Oratoria, l’Etica, la Teologia, la Filosofia, la Giurisprudenza, la Poetica e l’Armonia. I lavori di “somma urgenza” sono stati affidati a fronte di una disponibilità di 25mila euro. Il verbale è del 3 gennaio scorso e segue uno scambio di lettere tra il segretario del Ministero dei beni e delle attività culturali per la Puglia e funzionari della Soprintendenza.

Lo scambio epistolare

L’ultima missiva è del 17 luglio scorso con richiesta di sopraluogo per verificare se “effettivamente persiste il pericolo per l’integrità del bene, la cui situazione è già nota”.

Che fosse storia conosciuta quella del precario stato di salute delle statue emerge da una serie di missive, la prima delle quali risale niente di meno che all’11 agosto 2015. Già all’epoca, infatti, venne segnalata la “caduta di frammenti significativi delle otto grandi statue del secondo ordine della facciata del palazzo arcivescovile, con il rischio di ulteriori distacchi”. Nella stessa nota, furono chiesti “immediati interventi di restauro”.

Auto in sosta in piazza Duomo 3-2

Il sopralluogo

Immediato, evidentemente, il restauro non lo è stato. Per quale motivo? Probabilmente legato ai tempi della burocrazia. Fatto sta, che il sopralluogo è avvenuto solo il 10 agosto scorso: a verificare le effettive condizioni delle statue sono stati gli architetti Marzia Angelini e Vincenzo Corrado. E nuovamente è stato evidenziato il pericolo di distacco, con “progressiva perdita della materie originaria” e conseguente “costante e perdurante pericolo per la pubblica incolumità”.

La strada dell’affidamento diretto – si legge – è stata considerata l’unica percorribile – perché “non si possono attendere i tempi occorrenti per l’espletamento delle normali procedure di affidamento”. Ci sarebbe stato, in altre parole, un ulteriore allungamento dei tempi. La ditta barese è stata individuata fra quelle in possesso dei requisiti richiesti per lavori di questa tipologia, inserita nell’elenco riservato ai lavori per beni culturali.

Il restauro

I lavori partiranno con la catalogazione e conservazione temporanea in un luogo protetto, degli elementi delle statue che sono in pericolo, con successiva ricollocazione dell’opera. La fase successiva sarà costituita dalla disinfestazione e sterilizzazione generale della superficie lapidea e preconsolidamento mirato ai punti estremamente decoesi. Si passerà, poi, al trattamento con convertitore antiruggine, alla rimozione di integrazioni, rinzaffi e stuccature realizzati con malte incompatibili e alla sigillatura del perimetro di coesione tra i due blocchi costituenti le statue. Tutto realizzare nel termine di 120 giorni. Per tutto il periodo di tempo, sarà impossibile parcheggiare nello spazio prospicente il palazzo.

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