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Panchine divelte e scritte vandaliche: così viene tutelata la Fontana Tancredi

L’ area verde che circonda fontana Tancredi, dal 2013, vale a dire dopo un oneroso restauro portato avanti dal Comune, è aperta al pubblico, un pubblico che, spesso, si lascia andare ad atti incivili, come si può vedere dalle foto di BrindisiReport.it che testimoniano la fine riservata a una delle panchine presenti nel piccolo parco a più livelli

BRINDISI - L’ area verde che circonda fontana Tancredi, dal 2013, vale a dire dopo un oneroso restauro portato avanti dal Comune, è aperta al pubblico, un pubblico che, spesso, si lascia andare ad atti incivili, come si può vedere dalle foto di BrindisiReport.it che testimoniano la fine riservata a una delle panchine presenti nel piccolo parco a più livelli. La seduta in legno è completamente smembrata, lasciata lì come un animale investito in autostrada.

In questi giorni l’argomento “fontana Tancredi” è tornato a catturare le attenzioni della cronaca locale; il cantiere che incombe da giorni sul monumento, realizzato nel 1192 su ordine del re normanno Tancredi di Sicilia, ha sin da subito alzato un polverone di critiche.

Si sono mosse associazioni culturali, professionisti e semplici cittadini, contrari all’idea che un fabbricato residenziale, con garage annesso, possa fontana Tancredi scritte-2sorgere a così poca distanza da un’opera così di pregio. Ma questa è Brindisi, e non bisogna meravigliarsene; basta ricordare il garage costruito a ridosso della chiesa di San Sebastiano, in piazza Anime, qualche anno fa.

Tutto in regola, naturalmente, concessioni e autorizzazioni firmate e controfirmate, ma questo non è bastato, e non basterà, ad azzittire i dubbi, sorti anche a causa di una tutela fin troppo superficiale di questi beni architettonici, ma questa è un’altra storia.

Quello da sottolineare adesso è la cura, il trattamento che alcuni cittadini, per ignoranza, riservano a questi preziosi doni. Certo, qui non si tratta di uno sfregio al monumento, anche se basta girare lo sguardo per notare gli scarabocchi con i quali, qualche vandalo, ha adornato la parte posteriore dell’opera, quella ripresa in foto è una semplice panchina, ma chi ha fatto questo non è poi tanto diverso da chi va a staccare un dito da una scultura del Michelangelo o chi tenta di portarsi a casa un pezzo di Pompei o del Colosseo.

Un atto vandalico può essere più o meno grave, ma sempre di un’azione deprecabile si tratta.  

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